Boom di dermatiti sul luogo di lavoro. Le categorie a rischio

11 novembre 2015 ore 9:18, Andrea Barcariol
Boom di dermatiti sul luogo di lavoro. Le categorie a rischio
Le dermatiti si stanno diffondendo sempre di più sui luoghi di lavoro. E' quanto emerge dal Congresso della Società Italiana di Dermatologia Allergologica Professionale e Ambientale, in corso di svolgimento a Caserta. I numeri parlano chiaro: su 172 nuovi allergeni scoperti dai ricercatori negli ultimi 8 anni, ben 119 sono stati individuati nei posti di lavori. In particolare sono a rischio alcune categorie professionali: medici, infermieri, badanti, parrucchieri, estetiste, baristi e giardinieri. 

"Ogni anno sono poco meno di 20 i nuovi allergeni individuati dagli studi scientifici, il 40% sono sostanze comuni in ambiente lavorativo, un terzo appartiene alla lista degli ingredienti usati in ambito cosmetico" - ha spiegato il professore Balato dell'Università Federico II di Napoli. In Italia l'attenzione verso questo tipo di malattie è ancora scarsa e secondo i dermatologi, purtroppo, in molti casi, si tende a nascondere il problema per non avere conseguenze sul posto di lavoro.

Tanti i campanelli d'allarme, spesso sottovalutati o ignorati, ad esempio la pelle delle mani che si secca o tende a
fessurarsi in ragadi.
La via più semplice consiste nel proteggersi con dei guanti anche perché una volta entrata in circolo, nell'80% dei casi la dermatite non scompare più e si è costretti a conviverci per tutta la vita. Un'altra dermatite che va sempre più diffondendosi è quella stress, un segno dei tempi e delle difficoltà economiche e di lavoro. Quando si è in agitazione, un rash cutaneo causato da stress può svilupparsi o aggravare un’eruzione cutanea già esistente causata da allergie, batteri, virus o insetti. Da alcune ricerche è emerso che anche molti problemi digestivi possono essere legati allo stress e all'ansia.
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