Tutti i nemici di Fassina, ma lui tira dritto e lancia Tocci al Campidoglio

11 novembre 2015 ore 11:50, Andrea De Angelis
Tutti i nemici di Fassina, ma lui tira dritto e lancia Tocci al Campidoglio
“Fassina può dire e fare quello che gli pare ma i voti degli elettori dei 5Stelle non dipendono da ciò che dice lui ma dal fatto che quelli come lui ormai non hanno più nulla da dire”.  Così ieri Paola Taverna, intercettata dal nostro giornale in quel di Palazzo Madama, non le ha mandate di certo a dire a l'ex democratico.
L'apertura ai Cinque Stelle, insomma, nasce sotto una cattiva stella. Niente "si" a Sì, ovvero alla sinistra italiana che lo scorso sabato al Teatro Quirino di Roma ha aperto il suo cantiere. Almeno secondo la senatrice. Aspettarsi il contrario, sia chiaro, era molto difficile. I precedenti dinieghi, da Emiliano in Puglia fino a quello di inizio legislatura, non mancano di certo. 

"Tanti nemici, tanto onore", diceva qualcuno un tempo. E di nemici Fassina sembra averne molti. Del resto il principale è forse proprio colui il quale lo apostrofò con quel "Fassina chi?" che divenne celebre e virale in una manciata di ore. 
Per non parlare di Matteo Orfini, che alla battuta su Happy Days ha risposto dicendo che gli è sempre piaciuto. E poi, su Twitter, un messaggio al vetriolo: "Dopo il vibrante attacco a Fonzie, la cosiddetta sinistra italiana si dice pronta a sostenere a Roma la destra populista di Grillo". 

Tutti i nemici di Fassina, ma lui tira dritto e lancia Tocci al Campidoglio
Insomma, dire agli ex compagni di partito che sono di destra è diventata ormai una moda. Il Presidente democratico, Commissario Pd a Roma, si preoccupa ovviamente di concentrare le sue attenzioni e quelle del partito sulla vicenda legata al successore di Marino. La spina dell'ex primo cittadino è ancora nel fianco dei democratici e le elezioni sono più vicine di quanto si possa immaginare. Va bene il Giubileo, dunque, ma guai a distrarsi dalla campagna elettorale che, di fatto, è già iniziata.
E se Zingaretti si sfila, c'è qualcun altro che potrebbe presentarsi. Si tratta di Walter Tocci, per il quale Fassina ha speso ieri queste parole, come riportato da Il Manifesto: "Walter è una figura straordinaria, correrei subito a fare campagna elettorale per lui". 
E durante il dibattito nella libreria Isocco, a due passi dal Senato, proprio il senatore Pd, che è stato consigliere comunale a Roma dal 1985 al 1993, quando si dimise per assumere l’incarico di vicesindaco e assessore alla mobilità nella Giunta Rutelli fino al 2001, ringrazia ma declina la candidatura sponsorizzata da Fassina: “No, grazie, assolutamente no. E’ stata una un’esperienza bellissima, appassionante, ma le passioni non si ripetono”.

Da Roma a Torino. Qui arriva l'ultimo no a Fassina e a pronunciarlo è Chiara Appendino, scelta attraverso le "comunarie" per correre come candidata a sindaco di Torino, nell'intervista rilasciata all'Huffington Post. "Il Movimento non fa alleanze non perché pensiamo di essere detentori della verità - spiega Appendino -, ma perché per noi l’inclusione politica passa necessariamente dai contenuti e non dalle persone. Per questa ragione non ci interessa associarci ad una parte rispetto ad un’altra, soprattutto se si vede tutto ciò con le categorie delle tifoserie contrapposte".

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