De Luca indagato e la maledizione degli outsider "dem" dopo Marino

11 novembre 2015 ore 12:53, Americo Mascarucci
De Luca indagato e la maledizione degli outsider 'dem' dopo Marino
Traballa la poltrona del Governatore della Campania Vincenzo De Luca e crescono le probabilità che in primavera i cittadini campani debbano tornare nuovamente alle urne. 

De Luca infatti, la cui permanenza al vertice della Regione è messa in forse dalla Legge Severino e da una precedente condanna in primo grado per abuso d’ufficio, adesso risulta indagato dalla Procura di Roma con l'accusa di concussione per induzione insieme ad altre sei persone. 

In realtà la posizione più pesante nell’ambito dell’inchiesta coordinata dalla Procura di Roma riguarderebbe Anna Scognamiglio, uno dei giudici del Tribunale civile di Napoli che, lo scorso 22 luglio, confermando una precedente decisione del giudice monocratico, aveva accolto il ricorso di De Luca, contro la sospensione dall'incarico di Governatore in virtù della Legge Severino. Per lei l’accusa sarebbe di corruzione in atti giudiziari. 

Nella stessa inchiesta risulterebbe indagato, per l'ipotesi di reato di induzione alla corruzione, il capo della segretaria di De Luca Nello Mastursi, che ieri si è dimesso. 

De Luca si è dichiarato totalmente estraneo ai fatti contestati:"Mi ritengo parte lesa in questa vicenda - ha dichiarato - io e l'istituzione che rappresento, continuerò la mia battaglia nei confronti di chiunque oserà nei prossimi giorni gettare ombre sui nostri comportamenti. Ci rivarremo nei confronti di chiunque offenderà la dignità delle nostre persone e delle nostre istituzioni". 

Effettivamente leggendo le carte De Luca apparirebbe più come vittima che come complice. 

Nel capo d'imputazione del decreto di perquisizione presso gli uffici e le abitazioni degli altri indagati, i pubblici ministeri di Roma, Corrado Fasanelli e Giorgio Orano, scrivono che "De Luca, tramite Giuseppe Vetrano (ex coordinatore delle liste a sostegno) e Carmelo Mastursi (già capo della segreteria ed assistente del governatore) sarebbe stato minacciato dal magistrato del tribunale civile di Napoli, Anna Scognamiglio, che era giudice relatore nella fase di merito del ricorso avviato dal governatore contro il provvedimento di sospensione in base alla legge Severino. La Scognamiglio, sempre secondo gli inquirenti, abusando della sua qualità e dei poteri decisionali nella suddetta controversia giudiziaria, in concorso con il coniuge Guglielmo Manna e con gli intermediari Giorgio Poziello e Gianfranco Brancaccio, minacciando De Luca, per il tramite di Vetrano e Mastursi di una decisione a lui sfavorevole da parte del tribunale con conseguente perdita della carica ricoperta, inducevano il medesimo (De Luca) a promettere a Manna la nomina ad una importante carica dirigenziale nella sanità campana". 

Insomma il quadro accusatorio è molto complesso e quindi non resta che aspettare gli sviluppi dell'inchiesta.

Intanto però dal punto di vista politico la notizia appare dirompente, e sembra proprio che per il Pd non vi sia pace. A questo punto come potrà il premier Matteo Renzi ignorare la nuova bufera scoppiata in Campania dopo aver buttato a mare a Roma Ignazio Marino per le vicende sempre più imbarazzanti legate a Mafia Capitale e alla storia degli scontrini?

Una maledizione per gli outsider del Pd per altro candidati ed eletti dopo aver vinto le primarie del Pd. Una nuova grana dunque per un Pd alle prese con la difficilissima partita delle elezioni amministrative di primavera a Roma, a Milano e a Napoli, cui potrebbe aggiungersi anche la necessità di tornare alle urne per la Regione Campania. 
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