Trieste, 400 euro a chi ospita profughi in casa. Ma c'è chi dice "Prima gli italiani"

11 novembre 2015 ore 13:54, Adriano Scianca
Trieste, 400 euro a chi ospita profughi in casa. Ma c'è chi dice 'Prima gli italiani'
Solidarietà o voglia di arrotondare? Non è dato sapere quale sia esattamente la molla che sta spingendo diversi cittadini di Trieste ad aderire alla campagna “L'ospitalità è di casa”. In sostanza: ti prendi un profugo a casa e il Comune ti dà 400 euro al mese. Il massimo è di due migranti per nucleo famigliare, il limite temporale è di sei mesi. 

La città, porta d'Italia sulla rotta balcanica, di questi tempi trafficatissima, è ormai satura, tutte le strutture ricettive pubbliche sono al collasso. E allora si è pensato di stipare gli immigrati nelle case dei cittadini. 

Ma chi può aderire a una iniziativa del genere? Famiglie caritatevoli, certo, ma magari anche qualche anziano con la pensione minima e la voglia di arrotondare, con tutte le controindicazioni del caso. In ambito leghista già si protesta, tuttavia, per un utilizzo quanto meno discutibile di incentivi pubblici. E a poco vale la replica per cui si tratterebbe di fondi europei pensati ad hoc per l'emergenza immigrazione e quindi non utilizzabili per altro, dato che i “fondi europei”, in un modo o nell'altro, sempre soldi dei contribuenti sono. 

“C'è chi fa queste proposte, noi invece pensiamo che in Italia gli italiani debbano venire un filino prima di chi è sbarcato ieri. Non tanto, un filino”, ha tuonato ieri Matteo Salvini, a Porta a Porta. Una posizione che non è isolata, peraltro. 

“Ospitare un profugo a casa mia? Prima che un profugo, ospiterei un terremotato o un alluvionato italiano, persone che lo Stato italiano fa finta di non vedere. Prima gli italiani. Poi certo, sono cristiana e quindi sempre disponibile alla solidarietà”, disse qualche settimana fa a “Un Giorno da Pecora” Giorgia Meloni, leader di Fratelli d’Italia. 

Di questo principio ha fatto addirittura una proposta di legge, con tanto di raccolta firme, anche Sovranità, il contenitore politico nato su impulso di CasaPound Italia e guidato da Simone Di Stefano. La proposta vuole istituire la “preferenza nazionale”, sul modello di una battaglia storica del Front national francese. 

Si tratta in sostanza, di inserire delle clausole che favoriscano i cittadini italiani nei concorsi e nelle graduatorie per affitti e asili, stabilendo inoltre che la ricerca di lavoratori stranieri da parte di un'azienda debba essere motivata dall'impossibilità di assumere per lo stesso ruolo dei connazionali. Un altro modo di aiutare gli italiani, anche se qualcuno preferisce elargire un bonus di 400 euro per trasformare la propria casa in un centro rifugiati.
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