Proposte Pd, Puppato: "Bene Cosolini, male Emiliano: politica non è Totocalcio"

11 novembre 2015 ore 14:23, Andrea De Angelis
Proposte Pd, Puppato: 'Bene Cosolini, male Emiliano: politica non è Totocalcio'
Da Trieste fino in Puglia per commentare due iniziative che fanno e faranno molto discutere. Da un lato la cosiddetta adozione dei profughi, dall'altro il reddito di dignità. La senatrice democratica Laura Puppato ha le idee chiare a proposito e si appella, nell'intervista a IntelligoNews, all'intelligenza degli italiani e dei loro governanti. Senza far mancare una frecciatina a chi ha accusato il Pd di non essere più di sinistra...

Il Comune di Trieste, in collaborazione con la Prefettura, la Caritas e l’Ics-Consorzio italiano di solidarietà, ha lanciato la campagna “Un profugo a casa”. 400 euro alle famiglie, ma non mancano le polemiche e c'è chi, come Fedriga della Lega Nord, parla di "follia". Lei che ne pensa? Il Pd dà delle risposte al suo elettorato più di sinistra?

«Ricordo innanzitutto alla Lega che stiamo parlando di un'emigrazione epocale che nessuno riuscirà a fermare. Anziché sbraitare alla luna, consiglio loro di fare delle controproposte attuabili perché si può pensare di fare opposizione urlando e parlando alla pancia, ma quando sono stati al Governo su qualunque cosa non hanno saputo dare risposte. Le persone responsabili devono governare problemi gravi come questi ed è doveroso utilizzare la nostra emergenza per dare soluzioni che siano un valore per il futuro».

Mi sta dicendo cioè che si tratta di una risorsa e non di una minaccia?

«Secondo i dati dell'Ocse e la stessa valutazione della Commissione Europea abbiamo bisogno da un punto di vista anagrafico, produttivo e previdenziale di un afflusso di famiglie giovani in Europa. Quello che è obbligatorio fare e sottolineo obbligatorio è provvedere affinché questo dramma vissuto da persone che fuggono da zone di guerra possa prevedere per l'Italia e gli italiani non solo un'accoglienza adeguata e civile, ma anche un valore aggiunto per la società».

Proposte Pd, Puppato: 'Bene Cosolini, male Emiliano: politica non è Totocalcio'
Giudica positivamente la proposta triestina?

«Tutte le proposte, benissimo questa del sindaco di Trieste, che hanno la capacità di portare sul tavolo soluzioni ulteriori incrementando lo spettro delle ipotesi sul campo, devono e possono essere sicuramente attuate». 

Può darci un esempio?

«Mi viene in mente l'esperienza del professor Calò e della sua famiglia che ha deciso di ospitare nella sua casa sei profughi. I vantaggi sono reciproci non solo dal punto di vista culturale, affettivo e umano, ma anche con gratificazioni legate a una grandissima disponibilità per piccoli lavori quotidiani». 

Insomma, anche il Pd fa cose di sinistra? La Serracchiani oltre che governatore della Regione è vicepresidente.

«Non ho mai avuto dubbi, tant'è che sono serenamente e felicemente all'interno del Partito Democratico. Fino a prova contraria è l'unico partito in grado di mantenere i suoi impegni, basti pensare alla notizia di oggi: 50.000 insegnanti assunti e saranno 180.000 entro il 2018. Noi perseguiamo l'istruzione e più in generale la giustizia sociale in ogni singolo atto che andiamo a fare. Credo che nessuno possa dire che questo non è il centrosinistra che l'Italia si attendeva».

Proposte Pd, Puppato: 'Bene Cosolini, male Emiliano: politica non è Totocalcio'
Ultimamente lo dicono in molti
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«Per qualcuno le priorità possono essere altre, questo è normale e fa parte delle visioni politiche che ha ciascuno». 

Le piace anche il reddito di dignità di Emiliano? Una risposta a Renzi, un messaggio a Boeri o piuttosto un tentativo di sorpassare il Movimento 5 Stelle?

«Il tema va posto in maniera corretta. Dove c'è il reddito di cittadinanza in Europa, lì abbiamo anche riferimenti temporali e condizioni ben precisi. Al di là del fatto che non siamo in condizione di prevedere un reddito minimo di cittadinanza, io penso che non si debba erogare un reddito, ma pensare a far svolgere qualsiasi tipo di lavoro senza porre condizioni e quindi scegliendo anche di limitare la sua funzione ad una operatività manuale anche laddove si è in possesso di un titolo di studio. Il tema del lavoro è essenziale e su questo ci siamo concentrati fin dal primo giorno con il Governo Renzi. Non a caso guardiamo con molta speranza alla crescita registrando l'aumento del numero di occupati. Quando poi avremo percentuali di lavoratori e quindi di occupati che si pongono sullo stesso piano di Paesi come la Germania, allora probabilmente potremmo permetterci un reddito di cittadinanza».

Dunque è il lavoro che produce welfare e non viceversa?

«Assolutamente è così».

Quindi Emiliano sbaglia?

«Non esiste un Paese al mondo in difficoltà economica in grado di garantire un reddito di cittadinanza. La ricerca del lavoro è un dovere delle persone, in particolare di quelle giovani. Noi dobbiamo puntare ad un elevato grado di istruzione per competere con il mondo e lo stiamo facendo accrescendo il numero degli insegnanti. Tutto questo è un percorso, non è prendere la schedina vincente del Totocalcio ed incassare. In politica non c'è incasso, ma un costruire delle politiche di sostegno al lavoro e quindi al welfare». 




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