Roccella Vs metamorfosi della legge 40: selezione embrioni malati? "E' eugenetica"

11 novembre 2015 ore 16:03, intelligo
Roccella Vs metamorfosi della legge 40: selezione embrioni malati? 'E' eugenetica'
Cade il divieto di selezione degli embrioni senza eccezione: i giudici hanno stabilito che non è reato la selezione nei casi in cui sia finalizzata ad evitare l’impianto di embrioni affetti da gravi malattie trasmissibili, ovvero quelle previste dalla legge 194 sull’aborto. La sentenza, 229/2015, è stata redatta dal giudice Rosario Morelli.

Un'altro colpo, dunque, alla legge 40. La questione di costituzionalità era stata sollevata dal Tribunale di Napoli nell’ambito di un procedimento penale contro un gruppo di medici rinviati a giudizio con l’accusa di produrre embrioni umani con fini diversi da quelli previsti dalla legge 40, effettuando una selezione eugenetica e la soppressione di embrioni affetti da patologie. I giudici della Consulta hanno dunque dichiarato illegittimo l’articolo della legge in cui si contempla «come ipotesi di reato» la selezione degli embrioni, anche nei casi in cui questa sia «esclusivamente finalizzata ad evitare l’impianto nell’utero della donna di embrioni affetti da malattie genetiche trasmissibili rispondenti ai criteri di gravità» stabiliti con la legge sull’aborto e «accertate da apposite strutture pubbliche».

Appena pochi mesi fa, precisamente a maggio, la Corte Costituzionale aveva stabilito l’illegittimità della legge 40 nella parte in cui vietava l’accesso alla fecondazione assistita e alla diagnosi pre-impianto alle coppie fertili affette da gravi malattie genetiche, sempre con riferimento alle condizioni che consentono l’aborto terapeutico. E nella nuova sentenza si fa esplicito richiamo alla precedente.

Attenzione. Come precisa giustamente Corriere.it, la Corte Costituzionale ha giudicato poi «non fondata» la questione relativa alla soppressione degli embrioni sollevata dal Tribunale di Napoli. La legge 40 vieta e sanziona penalmente tale condotta, anche se riferita agli embrioni che, a seguito di diagnosi preimpianto, risultino affetti da grave malattia genetica. 

Ed Eugenia Roccella, parlamentare di Area Popolare attacca: "La Corte Costituzionale conferma la posizione assunta con la precedente sentenza sull'accesso alla procreazione assistita da parte di coppie fertili, ma portatrici di patologie genetiche. In coerenza con quella decisione, dunque, non è reato selezionare gli embrioni affetti da patologie genetiche. In teoria niente di nuovo; resta però lo sconcerto per la decisione dellaConsulta di aprire a forme di selezione a fini eugenetici, con la cancellazione del divietoesplicito previsto fino ad oggi dalla legge 40". 

Poi l'affondo: "Con la sentenza precedente - continua - è entrato per la prima volta nel nostro ordinamento un principio eugenista, che con questa nuova decisione viene completato e confermato. Il disabile ha quindi un 
diritto affievolito a nascere, può essere scartato, insomma è 'figlio di un dio minore': eguaglianza e fratellanzasembrano principi dimenticati".
autore / intelligo
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