Decreto fiscale, gli emendamenti: dagli Studi di settore al Tax Day

11 novembre 2016 ore 10:46, Luca Lippi
Sta approdando alle Camere (14 novembre) il decreto fiscale; subito è stato aggredito da una valanga di emendamenti. Gli emendamenti sono modifiche, più o meno estese, di un testo, soprattutto normativo.
Riguardo il decreto fiscale che rielabora in parte la normativa fiscale vigente, è noto alle cronache per la previsione della rottamazione delle cartelle Equitalia e per l’addio agli studi di settore.
Diamo uno sguardo alle ultime modifiche e vediamo le nel dettaglio le più importanti.
Studi di settore:
La riforma degli studi di settore prevede la trasformazione, a partire dal 2017, in indici di affidabilità fiscale, a cui sono collegati livelli di premialità per i contribuenti più affidabili, anche in termini di esclusione o riduzione degli accertamenti. 
L’obiettivo è quello di stimolare l’assolvimento degli obblighi tributari e il rafforzamento della collaborazione fra Fisco e contribuenti.
Niente più ricavi di congruità ma, come annunciato dal Ministero dell’Economia, nuovi indicatori di compliance fiscale. 
L’innovativo strumento, basato su parametri, rileva il grado di affidabilità del contribuente.
Gli indicatori di compliance prendono in considerazione i seguenti elementi:
-ricavi, valore aggiunto e reddito d’impresa;
-modello di regressione basato su dati panel (8 anni invece di 1) con maggiori informazioni e stime più efficienti;
-modello di stima, che coglie l’andamento ciclico senza dover richiedere correttivi congiunturali (correttivi crisi);
-nuova metodologia di individuazione dei modelli organizzativi.
Gli indicatori di normalità economica (finora utilizzati per la stima dei ricavi) diventeranno indicatori per il calcolo del livello di affidabilità del contribuente rispetto a una serie di parametri. L’affidabilità si misura su una scala da 1 a 10 e sopra quota 8 si ottengono le premialità. Fra i vantaggi, inoltre, un numero minore di informazioni da inserire nel modello di trasmissione dei dati.
Sarà un decreto del ministero dell’Economia a individuare i nuovi indici sintetici. Quando entreranno in vigore, cesseranno di avere effetto tutte le attuali norme relative agli studi di settore.

Decreto fiscale, gli emendamenti: dagli Studi di settore al Tax Day

Voluntary disclosure bis:
Ampliata la voluntary disclosure bis anche a coloro che hanno già aderito alla prima procedura di emersione volontaria.
In materia di comunicazioni Iva, sanzioni più basse per l’omessa o errata trasmissione dei dati di ogni fattura: 2 euro per ogni fattura, fino a un massimo di mille euro a trimestre, e sanzione ridotta della metà (1 euro a fattura con tetto di 500 euro a trimestre) se la trasmissione è effettuata entro i primi 15 giorni dalla scadenza. Sanzione da 500 a 2mila euro per omessa, incompleta o infedele comunicazione Iva, anche in questo caso ridotta della metà se l’adempimento è effettuato nei 15 giorni successivi alla scadenza.
Per i contribuenti che scelgono la fatturazione elettronica dal 2017, due nuovi crediti d’imposta uno da 50 euro e un altro da 100 euro.
Per quanto riguarda scadenze e procedure fiscali, il 16 giugno resta il termine solo per Iva, Imu e Tasi, mentre le tasse sul reddito, Irpef, Irap, e Ires, si pagheranno entro il 30 giugno. 
C’è anche la proroga al 23 luglio per la presentazione del 730 e la trasmissione a Caf e professionisti, sempre con il paletto in base al quale entro il 7 luglio bisogna aver smaltito almeno l’80% delle pratiche.
Si allunga la pausa estiva del Fisco, estesa all’intero mese di agosto: tutto fermo dal primo agosto al 4 settembre. Infine, la cedolare secca sugli immobili: la mancata comunicazione della proroga di un contratto d’affitto non comporta la cessazione del regime fiscale ma una sanzione da 50 a 100 euro.
La fattura elettronica:
Con provvedimento direttoriale n. 182070/2016 l’Agenzia delle Entrate ha definito le informazioni da trasmettere, il loro formato, le regole e soluzioni tecniche, nonché i termini per la trasmissione telematica dei dati delle fatture emesse e ricevute, in totale sicurezza, per l’esercizio da parte dei contribuenti IVA della relativa opzione e per la messa a disposizione delle informazioni ricevute ai sensi dell’articolo 1, commi 2 e 3, del decreto legislativo n. 127/2015. Tale opzione scatta con riferimento alle operazioni effettuate dal 1 gennaio 2017.
Secondo quanto approvato, l’opzione introdotta dal Dlgs n. 127/2015:
-puo` essere esercitata tramite i servizi telematici delle Entrate entro il 31 dicembre dell’anno precedente a quello di inizio della trasmissione dei dati;
-ha effetto per l’anno solare di inizio e per i quattro anni solari successivi;
-per i soggetti che iniziano l’attivita` in corso d’anno che intendono esercitare l’opzione sin dal primo giorno di attivita`, l’opzione ha effetto dall’anno solare in cui e` esercitata;
-se non revocata, l’opzione si estende di quinquennio in quinquennio.
Le semplificazioni previste per i contribuenti che esercitano questa opzione sono:
-la possibilità di utilizzare il Sistema di Interscambio (SdI) per scambiare le fatture elettroniche con i propri clienti, adempiendo al contempo alla trasmissione dei dati dall’Agenzia;
-la riduzione del termine per gli accertamenti di un anno;
-l’accesso ai rimborsi prioritari;
-le stesse regole tecniche potranno essere seguite anche per adempiere all’obbligo di trasmissione telematica dei dati delle fatture previsto dall’articolo 21 del decreto legge n. 78 del 2010, come di recente modificato dal Dl n. 193/2016 (decreto legge fiscale) e chi scegliera` l’opzione sara` esonerato dall’adempimento previsto dal nuovo decreto 

autore / Luca Lippi
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