"Scomunica" al Napalm per Salvini: stavolta il prete è fiorentino

11 novembre 2016 ore 12:24, Americo Mascarucci
Sembra proprio che il leader della Lega Matteo Salvini fatichi molto ad essere digerito da certi sacerdoti, soprattutto quelli più sensibili il al tema dell'immigrazione.
E' di alcun giorni fa la polemica scatenata dall'omelia di don Alberto Vigorelli parroco della chiesa di Santo Stefano a Mariano Comense, il quale commentando un brano del Vangelo di Matteo sull'accoglienza dello straniero aveva attaccato: "O si sta con Salvini o si è cristiani". 
La Lega Nord aveva invocato l’intervento della Curia di Milano e anche di Papa Francesco al quale si è rivolto direttamente Roberto Calderoli.
'Scomunica' al Napalm per Salvini: stavolta il prete è fiorentino
Don Vigorelli da parte sua aveva ammesso che le parole erano state forse troppo dure ma senza ritrattare ciò che aveva detto e riconfermando la sua convinzione di un'incompatibilità di fondo fra l'essere cristiani e sostenere Salvini (sapendo probabilmente che fra gli elettori del Carroccio vi sono anche tanti cattolici).

E' delle ultime ore una nuova polemica innescata da un altro sacerdote anti-Carroccio.
Il caso è stato sollevato dal quotidiano La Verità in un articolo segnalato proprio dall'ufficio stampa della Lega.
Secondo quanto scrive il quotidiano diretto da Maurizio Belpietro, un sacerdote fiorentino avrebbe scritto un post sulla propria pagina Facebook (poi rimosso) contenente questa frase: "Napalm su Salvini", in coincidenza con una iniziativa del capo del Carroccio nel capoluogo toscano.
Il Napalm è una sostanza utilizzata per la costruzione di bombe e mine incendiarie.
Di fronte alle inevitabili polemiche il sacerdote dopo aver rimosso il post si è scusato.
"Ho agito con leggerezza e pertanto chiedo pubblicamente scusa per le parole utilizzate che non appartengono al mio stile e che rimangono ingiustificabili. Mi assumo la piena responsabilità e ribadisco l'intenzione di un chiarimento con l'Onorevole Salvini, a cui porgo le mie scuse. Sollevo la Diocesi da ogni responsabilità da questo episodio".

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