ESCLUSIVA. Il bluff dei finti rifugiati, Londra smaschera il “dissidente” kazako

11 novembre 2016 ore 11:01, intelligo
La Gran Bretagna non vuole più essere un luogo di "esilio volontario" dei corrotti dalla ex URSS. Mentre altri Paesi del Vecchio Continente sembrerebbero ancora pronti ad assumere questo inedito ruolo. Fino a qualche hanno fa, qualcuno in Europa (e perfino in Italia) sosteneva ancora che in Kazakhstan vigeva un regime e che il suo leader Nursultan Nazarbayev non era altro che un dittatore che reprimeva con la forza ogni opposizione interna e colpiva i dissidenti politici. Oggi ci si sta accorgendo con colpevole ritardo dell’errore di valutazione, perché in realtà più che di dissidenti si tratta in realtà di semplici criminali.

Così anche la Gran Bretagna ha definitivamente smesso di sostenere il fuggitivo oligarca kazako, Mukhtar Ablyazov. Londra ha rigettato tutti i suoi tentativi di riguadagnare lo status di rifugiato. Pare che la Gran Bretagna non voglia più essere un luogo di "esilio volontario" dei corrotti dalla ex URSS. Mentre alcuni paesi del continente sembrerebbero ancora pronti ad assumere questo inedito ruolo.
Tradizionalmente Londra stava diventando la meta di molti oligarchi criminali in fuga dai paesi dell'ex Unione Sovietica. A molti di loro, in patria sono contestati reati molto gravi: a partire dai reati fiscali sino all'omicidio. Così è stato, per esempio, il caso di Boris Berezovsky, contro il quale Mosca ha avviato diversi procedimenti penali: furto, frode, riciclaggio di denaro, tentata presa violenta del potere e molti altri casi non meno interessanti. Lo stesso è successo con il banchiere fuggitivo kazako Mukhtar Ablyazov, che proprio a Londra aveva individuato il luogo sicuro per la sua vita futura. In patria è stato accusato di aver rubato quasi 6 miliardi di dollari statunitensi alla BTA, banca che era nella sua gestione, mentre in Russia e in Ucraina è stato accusato di frode, appropriazione indebita e riciclaggio di denaro. In generale, ha lasciato le proprie impronte in molti Stati.

Tradizionalmente, tutti i fuggitivi in un bastione della democrazia europea si dichiaravano oppositori del governo pro tempore. Questo escamotage ha dato loro la possibilità di ottenere facilmente lo status di rifugiato politico. Così è stato anche con Ablyazov. Lo status di rifugiato politico, Mukhtar Ablyazovlo ha ottenuto all'inizio dell'anno 2011, due anni dopo il suo trasferimento a Londra, dopo la nazionalizzazione della BTA Banca. Le autorità britanniche, hanno ritenuto  che l'azione penale dell’ex-banchiere accusato di aver rubato più di 6 miliardi di dollari dai depositi della BTA Banca, è stata collegata con le "attività di opposizione del suo ex proprietario in Kazakhstan". Questo status è stato necessario ad Ablyazov non solo per difendersi dalle persecuzioni di Astana, ma anche come garanzia contro l'estradizione in Russia, dove è stato arrestato in contumacia ancora nel 2010.

ESCLUSIVA. Il bluff dei finti rifugiati, Londra smaschera il “dissidente” kazako
Nonostante la sua lealtà per i "rifugiati", Londra non ama essere imbrogliata. Quando durante il processo è emerso chiaramente che Ablyazov non ha rispettato l'obbligo di divulgare tutte le sue attività e il loro trasferimento in amministrazione esterna, la Corte Suprema di Londra ha riconosciuto il signor Ablyazov colpevole di falsa testimonianza, di violazione del divieto di gestione delle attività e lo ha condannato ad una pena detentiva di 22 mesi per oltraggio alla corte. È interessante notare che, oltre ad Ablyazov sulla stessa base, ma a 18 mesi di carcere è stato condannato anche un suo parente, Syrym Shalabayev, che svolgeva direttamente gli affari delle attività nascoste dell'ex banchiere.
Ablyazov poi, nel 2013, è stato arrestato in Francia. Ed il parente di Ablyazov, Shalabayev, è stato arrestato in Lituania. A proposito, è singolare che entrambi i cittadini del Kazakhstan sono stati dichiarati ricercati a livello internazionale non su richiesta di Astana, Mosca e Kiev ma su richiesta di Londra, "che li ha accusati di fuga dalla giustizia".

E solo adesso viene finalmente il ravvedimento inglese. Nell’aprile del 2014, la Gran Bretagna ha privato Ablyazov dello status di rifugiato. La ragione è stata che hanno ritenuto "vere" le accuse di frode e di riciclaggio di miliardi di dollari. Due anni di appelli e di azioni legali a Londra non hanno dato alcun risultato. Questa estate, l'Alta Corte di Londra ha infine confermato che Mukhtar Ablyazov ed i suoi complici non hanno più lo status dei rifugiati e non lo avranno più. Almeno nel territorio di Londra. Cioè, il Regno Unito ha dato carta bianca al resto d'Europa per decidere in autonomia l’ulteriore destino del banchiere fuggitivo.
 La Francia ha già deciso di estradare il latitante in Russia e ora Ablyazov ed i suoi avvocati stanno tentando, senza successo, di impugnare la decisione sulla sua estradizione al Consiglio di Stato della Francia. Il fatto è che Londra e Parigi, e anche Washington hanno ammesso che Ablyazov ed i suoi complici sono dei truffatori. Dal 1° gennaio 2014 al 1° luglio 2016 la BTA Banca ha realizzato lo storno dei beni prelevati da Mukhtar Ablyazov, per un totale di 1,4 miliardi di dollari. Così, l’Alta Corte di Inghilterra ha emesso l'ordinanza di congelare le attività direttamente o indirettamente di proprietà di Mukhtar Ablyazov e di Ilyas Khrapunov (che gestiva le attività per conto di Ablyazov). Il 17 giugno 2016 la Corte dei magistrati inglese ha emesso l'ordinanza sulla rivelazione delle informazioni relative al Sig. I. Agraval, che è stato l’uomo di fiducia nella gestione della parte delle attività rubate dalla banca. Gli Stati Uniti hanno accettato di congelare i beni di Ablyazov nel territorio dei suoi Stati e hanno accettato la querela della BTA banca contro l’oligarca fuggitivo. In generale, il truffatore è stato finalmente riconosciuto come truffatore su entrambi i lati dell'Atlantico.

Tuttavia, molti altri Paesi europei forse ancora preferiscono cogliere l'opportunità di diventare un luogo di rifugio per i "rifugiati politici". Così, nella metà dell'anno 2015, le autorità lituane hanno arrestato un complice di Ablyazov, Syrym Shalabayev, e questi nei primi mesi dell'anno 2016 Shalabayev ha subito ottenuto lo status di rifugiato. Anche sulla base del fatto che "è venuto" in Lituania spontaneamente e a Vilnius ha la sua  "residenza permanente". Un altro complice di Ablyazov si nasconde in Europa. Roman Solodchenko ex-Presidente dell'Amministrazione di BTA Banca, accusato in diversi paesi di appropriazione indebita di beni e di abuso d'ufficio e c’è ance la richiesta di estradizione da parte dell’Ucraina.
    
 Il tribunale spagnolo è andato oltre: ha annullato la decisione approvata di estradare la persona di fiducia di Ablyazov, ex capo della sicurezza dell'ex capo della BTA Banca Alexander Pavlov, e gli ha concesso l'asilo politico. Sembra paradossale che alcuni paesi occidentali siano ora quasi in competizione l'uno con l'altro per chi violerà più leggi nella lotta contro il riciclaggio di denaro e la criminalità internazionale. Sperando, forse, che nel paese insieme agli oligarchi fuggitivi e ai loro complici arrivino anche i capitali che hanno rubato in patria. Solo questo paradosso può spiegare lo strano comportamento ad esempio della Lituania e della Spagna. Tuttavia, il caso britannico fa sperare che i paesi del vecchio continente rivaluteranno la loro decisione e comunque saranno disposti a consegnare alla madre patria i criminali fuggitivi. Perché la base dei loro crimini è ormai riconosciuta nella maggior parte dei paesi del mondo.

Fonte Agir.
autore / intelligo
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