Parigi, apre il più grande centro accoglienza e 'transito' migranti in Europa

11 novembre 2016 ore 12:23, intelligo
di Stefano Ursi

E' stato inaugurato ieri a Parigi quello che i francesi hanno già ribattezzato il più grande centro di accoglienza per migranti sul territorio europeo, si chiama “Centre Humanitaire Paris Nord” e fornirà assistenza a coloro che fuggono da guerre e carestie, nel quale la permanenza di ogni migrante potrà variare da 5 a 10 giorni al massimo, il che lo rende un centro di accoglienza ma anche di transito; lo scopo primario, oltre ad accogliere i migranti giunti sul suolo francese, spiegano i media francesi è anche quello di evitare la formazione di nuove baraccopoli all'interno di Parigi. La zona in cui il Centre Humanitaire è stato collocato si trova nei pressi del Boulevard Peripherique, per la precisione sul Boulevard Ney, ed è dotato di 400 posti letto, destinati a salire a 600 entro la fine dell'anno, in un grande ambiente dedicato e riservato esclusivamente a uomini adulti. Per quanto riguarda famiglie, donne e bambini, secondo quanto si legge sui media francesi, entro l'anno verrà realizzata un'altra struttura dedicata sempre dalla capienza di 400 posti. Un progetto che mesi fa era stato annunciato dalla sindaco di Parigi, Anne Hidalgo e che ora viene a compimento concreto, divenendo così, come lo definiscono i francesi, il più grande hub di accoglienza per migranti in Europa.

Parigi, apre il più grande centro accoglienza e 'transito' migranti in Europa
Presso il Centre Humanitaire, che si stima potrà accogliere nei prossimi tempi fino a 1.500 persone al mese, è possibile trovare informazioni di carattere amministrativo sulle pratiche relative all'asilo e alle dinamiche legate alla permanenza su suolo francese. A guidare il centro è la Ong Emmaus, che ha spiegato come l'obiettivo sia creare un luogo di accoglienza dignitoso per il migrante che giunge in Francia e ad occuparsi delle questioni sanitarie sarà la Ong 'Medécins du Monde'. L'apertura del centro arriva a poche settimane dalla chiusura e dallo sgombero di quella che veniva chiamata la 'Giungla di Calais', che ospitava migliaia di migranti e dopo lo sgombero del campo di Stalingrad e dunque va a colmare una lacuna nel sistema di accoglienza, che aveva portato al sorgere di campi e tendopoli la cui gestione si era fatta via via più complessa per l'aumentare dei numeri.
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