Le password della settimana: Establishment contro pancia

11 novembre 2016 ore 13:34, intelligo
di Paolo Pivetti

L’establishment non aveva capito niente, sentenziano i commentatori che comunque dell’estblishment fanno parte, di fronte alla sconfitta di Hillary Clinton e all’elezione di Donald Trump a presidente degli Stati Uniti.
Povero establishment! Merita compassione, tanto è maltrattato e bersagliato.
Ma chi è questo signor Establishment di cui tutti deprècano e commiserano la  cieca stupidità? Sfogliamo il Gabrielli: “Establishment: insieme dei detentori del potere economico, sociale e culturale. Voce inglese derivante da to establish, “stabilire”, dall’antico francese establir, in origine riferito all’organizzazione militare”. In poche parole, sono quelli che contano e, nella nostra società globalizzata, hanno in mano il nostro destino.
Ma è proprio vero che non avevano capito niente? Non sarà invece che abbiano capito tutto e che abbiano deciso, sfruttando la loro imponente macchina mediatica, di dipingere Donald Trump come improponibile proprio per impedirgli la strada alla presidenza con una così forte pressione sull’opinione pubblica? Si chiama demonizzazione dell’avversario, tecnica nota da decenni alla nostra Sinistra, e che forse ha fatto scuola oltreoceano. La base ideologica, scrupolosamente razzista, è che loro, fedeli al Pensiero Unico, hanno sempre ragione a prescindere. Conseguenza di questa dogmatica autoproclamazione di superiorità è che non sanno perdere, come si vede ora, nelle piazze americane dopo la sconfitta. 
Establishment è un termine alto e solenne che serve per nascondere il vero intestatario della sconfitta, che si chiama Sinistra, dato che negli Stati Uniti, come in gran parte dell’Occidente, l’establishment è dichiaratamente e vistosamente di sinistra: dal presidente Obama che si è scompostamente buttato nella rissa della campagna elettorale, fino ai geni informatici di Cupertino e della Silicon Valley, passando per i finanzieri di Wall Street, giù giù fino al firmamento delle star hollywoodiane. Dunque in queste elezioni abbiamo assistito a una storica sconfitta della Sinistra e a un’epocale vittoria della Destra. Anche se i perdenti, per sminuire la loro sconfitta, stanno spargendo la voce che “ormai la distinzione tra destra e sinistra non vale più perché sono categorie superate”. Ma allora, in fine, contro chi ha perso quella tal cosa che è ormai superato chiamare Sinistra? Ha perso, dicono sempre gli esperti del sistema, contro la “Pancia”. Traduzione: l’emotività istintiva, o i così detti umori profondi del popolo americano. Il match era dunque Establishment contro Pancia. Hanno riconosciuto, bontà loro, la vittoria all’avversario, ma negandogli il diritto a possedere una testa con cui ragionare e scegliere: alla Destra spetta soltanto, e se ne accontenti, una pancia dalla quale farsi trascinare, in transitori momenti di vincente irrazionalità. Ma “il sole sorgerà ancora”, promette Obama, lo sconfitto.


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