Bilancio, norma “Airbnb”: l'occhio del Fisco su B&B e affittacamere

11 novembre 2016 ore 23:59, Luca Lippi
La commissione Finanze della Camera ha approvato un emendamento del Pd alla manovra, che andrà ora sottoposto alla commissione Bilancio, che prevede la cedolare secca al 21% per il mercato degli affitti brevi in strutture extralberghiere da parte di privati o di intermediari online.
La novità più importante è la responsabilità 'in solido' (significa che se non paga uno subentra l’altro diretto interessato alla contrattazione) in seno a un registro apposito istituito presso Agenzia entrate che monitora da anni l’attività di affitto breve soprattutto online. 
In sostanza, nella lotta all’evasione per questo specifico settore particolarmente ‘effervescente’ di turismo a buon mercato l’Agenzia delle Entrate ha fatto inserire una clausola antievasione, con la responsabilità ‘in solido’ sul pagamento delle tasse da parte del privato e dell’intermediario. 
Dunque, come anticipato, il Fisco mette sotto la lente il turismo del Bed & Breakfast, degli affittacamere e del ‘casa vacanza’.
Tutte le tipologie di affitti temporanei
-Guest house o Affittacamere;
-Ostelli per la gioventù;
-Hostel o Ostelli;
-Case e appartamenti per vacanze;
-Case per ferie;
-Bed & Breakfast;
-Country house o Residenze di campagna

Bilancio, norma “Airbnb”: l'occhio del Fisco su B&B e affittacamere

La locazione turistica con cedolare secca
la cedolare secca è consentita anche per le locazioni turistiche; in estrema sintesi si tratta di un particolare regime che consente di sottrarre i proventi percepiti al regime di tassazione secondo gli scaglioni Irpef pagando una imposta sostitutiva nella misura del 10% o del 21%.
Cos’è la cedolare secca
È un’unica imposta sostitutiva invece di tante, l’imposta ha l’obiettivo di semplificare perché riunisce in un’unica imposta le seguenti imposte e tasse che si dovrebbero comunemente versare e che sono:
-Irpef
-Addizionale regionale e Addizionale comunale (per la parte derivante dal reddito dell’immobile)
-Imposta di registro (compresa quella su risoluzione e proroga del contratto di locazione)
-Imposta di bollo (compresa quella, se dovuta, sulla risoluzione e sulle proroghe)
Non solo perchè in alcuni casi conviene e molto rispetto alla ordinaria tassazione per scaglioni di reddito Irpef che come sappiamo vanno dal 23% al 43%. 
L’intento di combattere l’evasione fiscale nel mercato immobiliare delle locazioni / affitti attraverso un abbattimento del carico fiscale in capo a colui che affitta l’immobile è la leva per smuovere il sommerso. 
Con oggi si aggiunge per la locazione turistica la responsabilità “in solido”

autore / Luca Lippi
Luca Lippi
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