Le parole della settimana: silenzio

11 ottobre 2014 ore 1:51, Paolo Pivetti
Le parole della settimana: silenzio
Sssst!... Tutti zitti! La settimana è dominata dal silenzio. È questa la parola sacra alla Grande Informazione, quando accadono cose che è meglio la gente non sappia, o sulle quali comunque è opportuno sorvolare. E poi, in fondo, di che mai si è trattato? Ragazzate, suvvia!
Domenica 5 ottobre, in un centinaio di piazze italiane, da Milano a Bologna, da Rovereto a Napoli, da Pisa a Torino, si sono svolte le manifestazioni delle “Sentinelle in piedi”, che difendono la famiglia tradizionale, quella cioè fatta di un papà, una mamma e uno, due, tre o più figli. Consisteva nello stare fermi, in piedi, in silenzio per un’ora, tutti quelli che si erano raccolti nella piazza, ascoltando la lettura di brani. Volevano attirare l’attenzione e protestare contro la proposta di legge n° 245, quella contro l’omofobia e la transfobia, in discussione alla Camera dei Deputati, nota come “Proposta di legge Scalfarotto” dal nome del primo firmatario e controfirmata da tanti altri bei nomi: per dire, Bindi, Boccia, Boschi, Civati, Di Battista, Fico, Madia, Migliore, Mogherini, Moretti, Nardella, Orfini, Pollastrini, Realacci, Rizzo e molti altri. Una legge che, prevede pene detentive fino a un anno e sei mesi per “chiunque, in qualsiasi modo, diffonde idee” ovvero “incita a commettere o commette atti di discriminazione” in materia di omosessualità o transessualità. La silenziosa protesta delle “Sentinelle” si allargava al “matrimonio” tra omosessuali e alla possibilità di adozione per coppie omosessuali. Qualche centinaio di persone in piedi, in silenzio, per un’ora, in cento città italiane: già questa di per sé era una notizia degna di cronaca. O no? Ma c’è di più. Presto si radunano, attorno ai gruppi delle Sentinelle in piedi, i “girotondi” di contestatori di varia estrazione: antagonisti dei centri sociali, comunità LGBT (leggi: lesbiche, gay, bisessuali, transgender), studenti eccetera. Chi urla col megafono “Talebani!”, chi inalbera cartelli tipo “Più sodomia - più masturbazione”, chi lancia uova, chi preservativi pieni d’acqua, chi insulta e bestemmia. A Bologna si arriva all’aggressione fisica, alle botte. Alcune “Sentinelle” rimangono ferite. E la Grande Informazione cosa ci racconta di tutto ciò? Nulla, o quasi. Beh, sul sito di Repubblica la notizia c’è: si parla del “movimento ultraconservatore ostile ai diritti dei gay e delle coppie di fatto”, degli “ultrà della famiglia tradizionale”, si riporta la voce di Anna Paola Concia, ex deputata Pd, che si lamenta perché l’aggressione degli antagonisti rischia di trasformare le “Sentinelle” in vittime... Perché, cosa sono? Carnefici? Sssst! Silenzio!
autore / Paolo Pivetti
Paolo Pivetti
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