La parola della settimana: sessismo

11 ottobre 2015, Paolo Pivetti
La parola della settimana: sessismo
Il peggio dei mortiferi ismi che hanno tormentato la nostra civiltà sembrava tramontato con l’estinguersi del secolo delle idee assassine. Il giro di boa del millennio se li era portati tutti con sé, grondanti sangue, dal Comunismo al Nazismo. E invece, a quanto pare, non è ancora finita: i virologi hanno isolato in laboratorio un pericoloso batterio che, già ripetutamente avvistato, minaccia ora di diffondere nella nostra società un nuovo ismo: il sessismo, che alle coscienze per bene, quelle politically correct, sembra ancor più minaccioso e devastante dei precedenti.

Certo, non è più un ismo ideologico come quelli che hanno spazzato via dalla faccia della terra milioni di vite; è un ismo comportamentale: apparentemente meno cruento ma certmente non meno insidioso. È un ismo che, per esempio, può arrivare ad indurre un senatore della Repubblica a indirizzare gesti in qualche modo alludenti alla sfera sessuale, verso una collega, naturalmente di schieramento diverso.

Immediata la mobilitazione morale; tempestivo l’intervento delle Alte Cariche per reprimere sul nascere le manifestazioni sessiste con severe punizioni.
Tutto il resto che bolle in pentola, crisi, disoccupazione, tasse, ISIS, fiumane d’immigrati, Roma da ricostruire: tutto impallidisce di fronte all’emergenza sessista.
Del resto, l’attuale mobilitazione trova le sue pezze d’appoggio in autorevoli documenti del passato.

Già nel lontano 1993, la Presidenza del Consiglio dei Ministri si era impegnata in questa battaglia pubblicando un ampio saggio a cura di Alma Sabatini, “Il sessismo nella lingua italiana”: 125 pagine di cui un intero capitolo, il 3°, dal titolo “Raccomandazioni per un uso non sessista della lingua italiana” conteneva un lungo elenco di prescrizioni. Vale la pena di trascriverne alcune a titolo di esempio.

NO: i diritti dell’uomo; SÌ: i diritti umani;
NO: l’uomo primitivo; SÌ: le popolazioni primitive;
NO: caccia all’uomo; SÌ: caccia alla persona;
NO: l’uomo della strda; SÌ: la persona della strada;
NO: la fratellanza tra le nazioni; SÌ: la solidarietà tra le nazioni;
NO: Carlo, Maria, Francesca, Giacomo e Sandra sono arrivati stamattina;
SÌ: Carlo, Maria, Francesca, Giacomo e Sandra sono arrivate stamattina:
participio passato al femminile perché le donne nell’elenco sono più numerose degli uomini.

Si potrebbe continuare. Per chi è interessato, l’intero trattato è reperibile in rete: www.funzionepubblica.gov.it/media/962032/il sessismo nella lingua italiana.pdf
Da leggere e meditare.

autore / Paolo Pivetti
Paolo Pivetti
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