Fisco, riscritti reati tributari e sanzioni. Rischi e costi

11 ottobre 2015, Luca Lippi
Fisco, riscritti reati tributari e sanzioni. Rischi e costi
 Chiuso l’iter per la Delega Fiscale, si è conclusa anche la riformulazione di parte della normativa riguardante il rapporto fra fisco e contribuente. La più importante è quella che contempla i reati tributari e le sanzioni.

REATI:

-reato per omesso versamento: abbassate le soglie, per quanto riguarda l’Iva il reato si configura nel mancato versamento sopra i 250mila euro (prima era 50mila), mentre il reato per mancato versamento delle ritenute si configura superata la soglia di 150mila euro (prima era 50mila). Grazie al principio del “favor rei”, in base al quale nessuno può essere assoggettato ad una sanzione per un fatto che, secondo una legge posteriore, non costituisce più una violazione punibile, salvo che il provvedimento d’irrogazione non sia divenuto definitivo.

-reato per omesso 770: è un nuovo reato, l’omissione per omessa presentazione della dichiarazione del sostituto di imposta. La non presentazione del modello 770 sarà punito con la reclusione da 1 anno e sei mesi a quattro anni. Si configura se l’importo delle ritenute non dichiarate e non versate risulterà superiore a 50.000 Euro.

-compensazione di crediti inesistenti: le compensazioni utilizzando crediti inesistenti, se al di sopra della soglia di 50.000 Euro, saranno punite con la reclusione da 18 mesi a 6 anni. Nessun cambiamento per i crediti non spettanti, rimane la reclusione da 6 mesi a 2 anni.

-dichiarazione infedele: il reato si configura sopra i 150mila euro (prima era 50mila euro), riguardo la soglia relativa al reddito imponibile evaso, passa da 2 milioni di Euro a 3 milioni.La disposizione chiarisce inoltre che l’imposta evasa a cui riferirsi per la quantificazione sia quella effettiva e non quella virtuale: ad esempio, nell’ipotesi di dichiarazioni in perdita rettificate da un accertamento, rileverà penalmente solo l’imposta dovuta al netto della perdita.
Non sono punibili, infine, le valutazioni che differiscono in misura minore del 10% da quelle corrette.


-dichiarazione fraudolenta: sono di due tipi, quella commessa con l’uso di fatture o di altri documenti per giustificare operazioni inesistenti, e quella effettuata avvalendosi di altri artifici.
   -La prima tipologia di reato si amplia a tutte le dichiarazioni d’imposta su redditi e Iva, e non più solamente a quelle annuali.
   -La seconda è contestabile a chi effettuerà operazioni simulate oggettivamente o soggettivamente, oppure utilizzando documenti falsi ed altri mezzi volti alla frode per ostacolare l’accertamento. Entra nella fattispecie penale l’evasione di oltre 30mila euro per singola imposta; per sottrazione all’imponibile superiore al 5% dell’attivo indicato in dichiarazione; sottrazioni all’imponibile superiori a 1,5 milioni di euro; crediti e ritenute fittizie in diminuzione dell’imposta risulteranno superiori al 5% dell’imposta o in generale superiori ai 30mila euro.

-omessa presentazione della dichiarazione: reato già esistente (prevedeva la reclusione da 1 un anno a tre anni), oggi passa a un minimo di 18 mesi fino a un massimo di 4 anni, la soglia di punibilità è stata aumentata a 50mila euro (prima era 30mila euro).

-emissione fatture false: il reato è punito con la reclusione da un minimo di 1 anno e 6 mesi sino a un massimo di 6 anni. 

-concorso del consulente: se il reato tributario è commesso con la complicità di un professionista nell’esercizio della sua attività di consulenza è previsto un aggravio della pena sino alla metà. Tuttavia è previsto che l’attività illecita avvenga mediante l’elaborazione di modelli di evasione (non è affatto chiaro cosa si intenda “elaborazione di modelli di evasione”).

-pagamento del debito tributario: non è punibile il reato nel caso di contenzioso in corso e saldo del debito tributario se il debito saldato riguarda omessi versamenti e compensazioni irregolari, il reato non è punibile; cade la punibilità anche nelle ipotesi di dichiarazione infedele o omessa, se la regolarizzazione è avvenuta prima della scadenza della dichiarazione dell’anno successivo ed il ravvedimento è stato effettuato prima dell’avvio di accessi o verifiche; se, precedentemente al dibattimento, è in corso una rateizzazione si avrà diritto ad un termine non superiore a tre mesi per pagare gli importi rimanenti.
Escluse le ipotesi di non punibilità, è ridotta la pena sino alla metà se il debito è pagato prima del dibattimento: sino ad oggi, la riduzione possibile ammontava al massimo di un terzo.

-confisca: in caso di condanna o patteggiamento, è sempre ordinata la confisca dei beni costituenti prezzo o profitto del reato. La confisca non è possibile se i beni appartengono ad un terzo estraneo al reato, quando impossibile la confisca diretta si procede per confisca equivalente (beni diversi ma capienti per valore). Se il contribuente procede per il pagamento, nessuna sarà possibile eseguire nessuna confisca anche in presenza di sequestro preventivo. Potrà essere però operata una successiva confisca in caso di mancato versamento di quanto dovuto. 

autore / Luca Lippi
Luca Lippi
caricamento in corso...
caricamento in corso...
[Template ADV/Publy/article_bottom_right not found]