Mingo? Fabio: "Non potevo accorgermene". E quelle "botte"....

11 ottobre 2016 ore 9:30, Luca Lippi
Stavolta il famoso provolone lo consegna la Procura, ma non si sa bene a chi, visto che la sentenza di condanna di Mingo, dopo il licenziamento in tronco da Striscia la Notizia della coppia pugliese (Fabio e Mingo), sarà impugnata dallo stesso Mingo (al secolo Domenico De Pasquale) che promette battaglia per far luce sull’intera vicenda, lo scopo è quello di cancellare almeno il “disonore” col quale si è consumato il divorzio fra Ricci e la coppia di inviati puglesi. Ma non solo. 

L’antefatto
Il motivo per cui Fabio e Mingo, gli inviati pugliesi del Tg satirico, sono stati allontanati dalla trasmissione, è quello di avere confezionato servizi falsi.
Questa è la spiegazione che all’epoca dei fatti fu data in pasto agli spettatori di striscia la notizia dal Gabibbo: “Abbiamo acclarato che il caso di qualche tempo fa della maga sudamericana non esiste e anche il caso del falso avvocato era una messa in scena. A noi già questo basta”.
Che è fedele spettarore del Tg satirico sa bene di cosa si parla. Nei fatti pare la questione dovesse fermarsi qui, un licenziamento in tronco ma senza conseguenze legali.
Tuttavia l’accusa di avere confezionato falsi scoop per mingo e Fabio deve essere stata mal digerita, un’infamia, e forse gli autori di Striscia anche per mettere le mani avanti, ma soprattutto per fare luce definitivamente sulla vicenda, hanno subito paventato l’ipotesi di “azioni legali per accertare le responsabilità”.

Mingo? Fabio: 'Non potevo accorgermene'. E quelle 'botte'....

L’aggiornamento della vicenda ad oggi
Truffa, simulazione di reato, falso, calunnia ai danni di un autore di Striscia la Notizia e diffamazione nei confronti degli autori del tg satirico: questi i reati contestati all’inviato Mingo (al secolo Domenico De Pasquale) e alla di lui moglie Corinne Martino. Ne è uscito illeso Fabio De Nunzio, compagno di servizi di Mingo.
Questo è quanto ha deciso la Procura di Bari
Mingo e la moglie, a capo della Mec Produzioni srl, avrebbero fatturato a Mediaset ben 10 servizi totalmente falsi per un valore totale di 170mila euro tra il dicembre 2012 e il dicembre 2013.
Tutto è partito da un servizi sospetto in cui Mingo denunciava l’esistenza di un falso avvocato in realtà mai esistito ma interpretato da un attore. Le indagini si sono poi allargate ad altri 9 servizi “risultati artefatti, simulando fatti, personaggi, circostanze e condizioni, frutto della fantasia degli indagati e precostituiti all’insaputa dell’inviato Fabio De Nunzio”.
“Un giudice terzo valuterà la condotta dei miei clienti che sollecitano un processo celere in cui dimostreranno la loro estraneità ai fatti” ha fatto sapere l’avvocato della coppia, Fabio Verile, che chiede “chiarezza sui tanti lati oscuri di questa vicenda”.
“Io sono strasicuro del fatto mio! Non mi devo giustificare perché non ho mai commesso alcun reato e il tempo e la giustizia mi daranno ragione” ha commentato Mingo su Facebook.

E Fabio? Il buon Fabio (al secolo Fabio de Nunzio) di “Striscia la notizia”, il compagno muto di Mingo nella famosa coppia di inviati del tg satirico da parte sua, scagionato totalmente da ogni accusa da parte della Procura di Bari, dichiara: "la prima cosa che mi viene in mente è che non auguro a nessuno quello che io ho passato in questo ultimo anno e mezzo. Partiamo dal fatto che io e Mingo, da qualche anno, non andavamo d’accordo, come succede a tante coppie che stanno insieme da tanti anni sia nel mondo dello spettacolo, sia nella vita. Infatti, negli ultimi anni, erano Mingo e sua moglie che si occupavano dell’organizzazione dei servizi. Di conseguenza io ero tenuto all’oscuro di ciò che veniva organizzato e venivo avvisato soltanto nel momento della registrazione, essendo oltretutto a disposizione ogni giorno. Mi comunicavano il luogo e l’ora e io arrivavo pronto a registrare”.
Riguardo i dieci servizi presumibilmente falsi così come riconosciuti dalla procura, Fabio dice: “Non potevo accorgermene. Faccio un esempio: prendiamo uno di quei servizi, quello della maga sudamericana. Le cose funzionavano così: arriviamo nel paese dove era presente questa maga, facciamo l’incursione per chiedere spiegazioni alla donna. Lei, tra le reazioni che ha, mi dà anche una sonora bastonata alla schiena, tant’è che poi ho avuto forti dolori per diversi giorni. Come potevo pensare che la maga che mi stava bastonando era invece un’attrice? Impossibile. Come pure un altro servizio, quello del falso avvocato che avevamo’“beccato’ a Casamassima, in un bar. Una volta fatta l’incursione, il falso avvocato, ebbe una reazione abbastanza brusca, scaraventando Mingo contro un muro in maniera molto violenta e fuggendo da questo bar dove erano presenti diverse persone. Come potevo pensare che si trattasse di un falso avvocato? Posso solo...fare i complimenti agli attori che sono stati molto bravi
Rivelazioni clamorose
In un'intervista al "Quotidiano di Puglia", l'ex inviato Mingo, decide di vuotare finalmente il sacco e fa una rivelazione clamorosa. Lui, come tutti gli altri inviati del tg satirico, era ingaggiato come attore e non come giornalista. 
Questo perchè, come afferma:  "A Striscia ci sono solo attori e nessuna redazione". Domenico De Pasquale spiega anche il meccanismo dei servizi del programma di Antonio Ricci per difendersi dall'accusa di aver falsato molte inchieste (dieci per l'esattezza). 
Secondo Mingo, i servizi erano reali, anche se molti, alla fine, avevano un "epilogo scenico". Inoltre, stando alle sue parole, la redazione controllava tutti i servizi. Per contratto, infatti, in redazione arrivava il pre-montato (della durata di 15-20 minuti) e, solo dopo opportune verifiche, il servizio veniva tagliato e mandato in onda. 
A questo punto, e in conclusione, c’è da chiedersi se il prossimo step sarà quello di dimostrare ai telespettatori del Tg satirico la buona fede e la credibilità dell’una o dell’altra parte. Chi sarà il prossimo destinatario del provolone?
autore / Luca Lippi
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