Pronta la 'rottamazione' delle cartelle Equitalia: come funziona

11 ottobre 2016 ore 11:51, Luca Lippi
Ci siamo, la legge di stabilità che è in gestazione, si sta componendo e cattura l’attenzione, e non è sfuggito, anzi balza all’attenzione, la proposta di condono fiscale avanzata dal viceministro dell’economia Enrico Zanetti, da inserire nella Legge di Stabilità.
Si parla di un provvedimento ancora in fase di studio, nulla di certo, ma di sicuro qualcosa di simile dovrebbe essere operato per diversi motivi, uno fra tutti l’urgenza di assicurarsi delle disponibilità liquide piuttosto urgenti.
Di cosa parla Zanetti?
Il viceministro dell’Economia ha spiegato che il condono fiscale non è un vero e proprio condono, ma un aiuto per regolarizzare l’evasione fiscale e il meccanismo è simile a quello del voluntary disclosure.
In sostanza, il condono è da “vedere” come una specie di sanatoria da applicare sulle somme evase. Il mini-condono è, così come ha definito lo stesso Zanetti:
“Una rottamazione delle cartelle esattoriali che prevede il pagamento intero dell’imposta”.
Tuttavia Zanetti precisa: “In presenza di sanzioni e interessi di mora assolutamente sproporzionati, che spesso portano queste cartelle al doppio o al triplo, queste vengono dafalcate”.

Pronta la 'rottamazione' delle cartelle Equitalia: come funziona

Naturalmente la ‘rottamazione delle cartelle Equitalia’ presentata da Zanetti  sta ricevendo non poche critiche perché è vista come una mossa elettorale definita da Carlo Freccero “capitalismo caritatevole”, mentre il direttore de “La Verità” Maurizio Belpietro pensa sia un “provvedimento in extremis, quando si intravede la possibilità di un risultato negativo al referendum”.
La critica più autorevole però arriva da Padoan che non ritiene l’ipotesi fattibile, per certi aspetti presta il fianco alle critiche della Commissione Europea che sulle politiche fiscali del nostro Paese presta un’attenzione particolare senza lesinare reiterate critiche.
Zanetti replica alle critiche affermando che la rottamazione delle cartelle Equitalia è “un provvedimento forte ma fisiologico “, ricordando che questa misura è assolutamente conveniente viste le stime delle entrate che si aggirano intorno a 2 miliardi.
Per l'Upb, la cifra sarebbe solamente un miliardo.
Per chi pensasse che il condono, o rottamazione, sia un modo per partorire semplicemente un topolino (due miliardi sembrerebbero una cifra piuttosto esigua rispetto al gran parlare di evasione che si produce quotidianamente sui media da anni) ecco l’analisi dell’ufficio Parlamentare di Bilancio sulla questione proprio in relazione alla proposta del viceministro Zanetti.
La relazione spiega che il “magazzino” di Equitalia (che comprende tutti i carichi affidati all’agente della riscossione dal primo gennaio del 2000 fino al 31 dicembre del 2015), ammonta a 1.058 miliardi di euro.
In pratica una somma pari a circa la metà del debito pubblico italiano. Il 20,5% di questi carichi, tuttavia, è già stato annullato dagli enti creditori. Dei restanti 841 miliardi di euro, un terzo vengono ritenuti di difficile riscossione per vari motivi: o perché i debitori del Fisco sono falliti, o perché sono morti, o ancora perché sono nullatenenti. Per altri 314 miliardi poi, Equitalia ha già tentato, invano, delle azioni esecutive. Dunque, al netto di altri 25 miliardi di euro di rate per riscossioni dilazionate e di 81 miliardi di riscosso, il «magazzino residuo» si riduce a 85 miliardi di euro, di cui 34 miliardi non sono “lavorabili” da Equitalia perché inferiori ai limiti legali per le azioni cautelari ed esecutive. La rottamazione delle cartelle, insomma, sarebbe applicabile a “soli” 51 miliardi di euro, il 5% del totale lordo, comprensivo cioè di interessi e sanzioni. 
Non ci resta che attendere qualche giorno, la Legge di Stabilità è prossima a essere presentata e vedremo se il condono sarà stato incluso.

autore / Luca Lippi
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