Renzi "si gioca" l'Italicum per salvare il referendum: minoranza Dem verso il No

11 ottobre 2016 ore 11:07, Americo Mascarucci
Matteo Renzi è pronto a sacrificare l'Italicum per salvare l'unità del partito sul referendum.
Si è detto infatti pronto a cambiare l’Italicum, ma dopo il referendum. 
Matteo Renzi lo dice alla direzione del partito che si è riunita ieri per trovare un accordo su referendum e legge elettorale.
Fra la minoranza Dem è forte la tentazione di votare No.
Ecco che il Premier dopo aver accusato Cuperlo e company di utilizzare la legge elettorale come un alibi, si dice disposto ad adottare come testo base la proposta Chiti-Fornaro per l’elezione dei senatori-consiglieri regionali. 
La modifica secondo il premier dovrebbe essere avviata prima di Natale e comunque dopo il referendum: 
"Propongo che vi siano nella discussione sulla legge elettorale tempi certi: non possiamo farlo in campagna referendaria ma l'impegno è iscriverlo in discussione nelle commissioni competenti nelle due settimane immediatamente successive" ha detto ancora Renzi, che poi attacca: "Lavoro per avere un partito unito ma non posso tenere il paese fermo. Essendo così importante la riforma costituzionale, mio compito è cercare ulteriormente le ragioni di un punto di accordo. Se ognuno immagina di usare la legge elettorale come alibi, lo smontiamo".

Renzi 'si gioca' l'Italicum per salvare il referendum: minoranza Dem verso il No
Le parole di Renzi non hanno però convinto la minoranza Dem.
"Abbiamo ancora una difficoltà - attacca Roberto Speranza - se mi viene detto che quello della legge elettorale è un alibi. Se non si risolve questo famoso maledetto, bruttissimo da pronunciare, combinato disposto tra riforma costituzionale e legge elettorale si è di fronte a un cambio della forma di governo" avverte l’ex capogruppo, che chiede a Renzi di trovare una soluzione.
"Avremmo avuto l’Italicum senza la fiducia e il Pd che fa da motore? Chi ha fatto quel passaggio, molto sbagliato, deve avere il coraggio e la forza di porre rimedio" ha concluso Speranza.
Anche Cuperlo è molto scettico e sempre più tentato dal seguire D'Alema nella scelta del No.
"Oggi è il momento di capire - attacca - la conseguenza che può avere uno strappo nella comunità larga della sinistra. C’è l’attesa di una prova di saggezza. Questa mossa è in capo prevalentemente a te".
Della serie: se ci sarà scissione non sarà colpa della minoranza ma tua, cioè di Renzi. 
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