Tumore dei tessuti molli, dal mare la Trabectedina: arma e speranza

11 ottobre 2016 ore 23:50, intelligo

A cura di Stefano Ursi

Il tumore dei tessuti molli, o sarcoma come viene chiamato in linguaggio tecnico, può colpire ovunque. Muscoli, vasi sanguigni, nervi, legamenti, tessuti connettivi, cartilagini, tessuti sinoviali. Un male che colpisce duro e combattere contro il quale è spesso un'impresa ardua, nonostante la chemioterapia dia già buoni risultati. Ma ogni novità è sempre una speranza in più. Dal Congresso Europeo di Oncologia (Esmo) che si chiude oggi a Copenaghen emerge una frontiera di cura che potrebbe avere sviluppi assai importanti nella cura del tumore dei tessuti molli: un piccolo organismo invertebrato, rivestito di cellulosa, dal nome difficile ma che presto probabilmente impareremo a conoscere: Ecteinascidia Turbinata, da cui è possibile ricavare una molecola attiva contro il cancro, la Trabectedina, che oggi vede la sintetizzazione in laboratorio.  


Tumore dei tessuti molli, dal mare la Trabectedina: arma e speranza
L'azione della molecola, secondo quanto riportano le ricerche e le sperimentazioni, è in grado di andare ad inserirsi nei meccanismi del ciclo cellulare fino a far inceppare il sistema di riparazione del Dna, portando così alla morte cellulare programmata. Dalle cronache dell'Esmo emergono i risultati di uno studio internazionale, condotto su 287 pazienti coordinato dall'Italia, in grado di dimostrare come l'utilizzo di un farmaco a base di Trabectedina nella cura del Liposarcoma Mixoide sia di grande effetto, con l'aggiunta di abbassare anche il livello di tossicità correlato alle cure convenzionali. La terapia a base di Trabectedina ha visto la sua autorizzazione in Europa nel 2007 ed è approvata in oltre 75 Paesi nel mondo.

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