Direzione Pd, Geloni: “Ecco il gioco di Bersani, Renzi e Cuperlo"

11 ottobre 2016 ore 13:12, Lucia Bigozzi
“Il gioco di Bersani? Sempre lo stesso: dire al partito che ha imboccato una strada sbagliata e cercare di correggerla”. “Il gioco di Renzi? Un gioco pericoloso che ha fatto perdere tempo: ora il tentativo di concedere quello che finora si è rifiutato di fare è un po’ tardivo”. Due punti del ragionamento che Chiara Geloni, giornalista ed ex direttore di Youdem, agormenta nella conversazione con Intelligonews sul post-Direzione Pd. 

A che gioco sta giocando Bersani che oggi dice “il Pd è casa mia. Solo se la Pinotti schiera l’esercito mi si potrà tirar fuori”? 

"Al suo…. (sorride, ndr) che è sempre lo stesso, ovvero quello di dire al partito che ha imboccato una strada sbagliata e cercare di correggerla. Certo che i tempi sono sempre più stretti per raggiungere questo obiettivo. Bersani continua a dire ciò che ha sempre detto, cioè che le strade intraprese con l’Italicum, la personalizzazione del referendum eccetera, sono pericolose. Non credo che Bersani abbia altri giochi, altri obiettivi da perseguire: conoscendolo mi pare di no". 

Direzione Pd, Geloni: “Ecco il gioco di Bersani, Renzi e Cuperlo'
A che gioco gioca Renzi?

"Renzi ha giocato un gioco pericoloso illudendosi per prima cosa di poter passare sopra una grave sconfitta elettorale come quella della scorsa primavera nascondendola. Da questa rimozione è derivato che si è perso tempo che, invece, si sarebbe potuto sfruttare per correggere alcuni errori, come appunto quello sull’Italicum e adesso, probabilmente all’ultimo minuto Renzi capisce che ci sono stati alcuni errori e prova a correggerli, ma intanto prova a farlo come se lui sfidasse chi ha denunciato i suoi errori. Ieri in Direzione il suo intervento aveva il tono di una sfida, invece del tono di chi cerca insieme alla sua comunità politica di trovare la soluzione a un problema. Inoltre, è un po’ fuori tempo massimo: il tentativo di concedere quello che finora si è rifiutato di fare è un po’ tardivo e siccome i tempi sono molto stretti, è più difficile riuscirci". 

A che gioco, invece, sta giocando Cuperlo che dentro la minoranza dem sembra più sensibile all’apertura renziana?

"No, non credo che ci siano tutte queste divisioni dentro la minoranza. Ieri Cuperlo e Speranza hanno fatto due interventi molto belli, molto nel cuore del problema, dicendo come ha fatto Cuperlo che qua il rischio è quasi che si perda anche vincendo, perché ha detto che se vince il no è una sconfitta, se vince il sì comunque ci sarà un Paese diviso a metà e il campo della sinistra spaccato. Sia Cuperlo che Speranza hanno individuato con chiarezza i problemi, i motivi per cui l’Italicum è stato uno sbaglio; motivi che non sono ‘vince Grillo’ ma che sono validi anche se vincesse il Pd perché non danno a chi vince una base solida per governare: mi pare che Cuperlo e Speranza non facciano due partite diverse, ma un’unica che è quella di tenere fino all’ultimo un filo di possibile dialogo per vedere se questa volontà di correggere gli errori è sincera, se può portare a dei risultati. In realtà, mi sembra che entrambi abbiano un po’ sempre meno fiducia che questo sia possibile". 
autore / Lucia Bigozzi
Lucia Bigozzi
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