Referendum, "scacco matto" di Onida: 2 ricorsi per bloccare il voto

11 ottobre 2016 ore 15:28, Americo Mascarucci
Il quesito della discordia: può essere definita così la partita aperta sul referendum costituzionale e soprattutto sul quesito sottoposto agli elettori che secondo i promotori del No ingannerebbe gli italiani spingendoli a votare Sì.
Dopo il ricorso del Movimento 5 Stelle e edi Sinistra Italiani che hanno chiesto l'intervento del Tar del Lazio in merito alla legittimità del quesito, stavolta è il presidente emerito della Corte Costituzionale, Valerio Onida a presentare, insieme alla professoressa Barbara Randazzo, due nuovi ricorsi, uno al Tar del Lazio e uno al tribunale civile di Milano, con cui in sostanza impugna il quesito referendario. 
La motivazione centrale dell'azione riguarda il fatto che in un unico quesito viene sottoposta all'elettore una pluralità di oggetti eterogenei
Nei ricorsi si chiede il rinvio della questione alla Corte Costituzionale. 
Nel ricorso al tribunale di Milano si chiede di accertare, in via d’urgenza, il diritto dei ricorrenti a votare al referendum costituzionale "su quesiti non eterogenei, a tutela della loro libertà di voto". 
Il ricorso al Tar, che fa leva sul diritto di voto "in piena libertà, come richiesto dagli articoli 1 e 48 della Costituzione", "è rivolto contro il decreto di indizione del referendum medesimo, in quanto ha recato la formulazione di un unico quesito, suscettibile di un’unica risposta affermativa o negativa, pur essendo il contenuto della legge sottoposta al voto plurimo ed eterogeneo". 

Referendum, 'scacco matto' di Onida: 2 ricorsi per bloccare il voto
Per questo si chiede l’annullamento, previa sospensione, del decreto del presidente della Repubblica di indizione del referendum e di "ogni altro atto preliminare, connesso o conseguenziale". 
Il ricorso ricorda inoltre come "i necessari caratteri di omogeneità del quesito referendario" siano "gli stessi richiesti secondo la consolidata giurisprudenza della Corte Costituzionale relativa al referendum abrogativo".
Il Tar del Lazio si pronuncerà a giorni sui ricorsi dei grillini e della sinistra ma adesso con l'impugnazione di Onida potrebbe anche verificarsi l'esigenza di rinviare la data del referendum
E c'è chi tutto sommato comincia a pensare che a Renzi questa eventualità potrebbe non dispiacere più di tanto.
I sondaggi infatti danno vincente il No e la crisi interna al Pd e lo strappo con la minoranza Dem potrebbero incrementare il fronte dei contrari.

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