Spose bambine ogni 7 secondi: web arancione per giornata Onu

11 ottobre 2016 ore 17:10, Americo Mascarucci
Donne schiave, mutilate, costrette a sposarsi da bambine e fare figli in condizioni di estrema pericolosità: e poi sfruttamento di minori nel lavoro e nel mercato della prostituzione.
E' drammatica la fotografia scattata in occasione della Giornata mondiale delle bambine e delle ragazze.
Nel mondo ci sono oltre 700 milioni di donne che si sono sposate in età minorile e ogni anno 15 milioni di matrimoni hanno per protagonista una minorenne: una volta su tre si tratta di una bambina con meno di 15 anni. 
Almeno 70mila ragazze tra i 15 e i 19 anni muoiono a causa di complicazioni durante la gravidanza e il parto. 
Sono alcuni dei dati resi noti dall'Unicef.
L’11 ottobre è la Giornata Mondiale delle bambine e delle ragazze, proclamata dall’Onu, e Terres des hommes lancia la campagna #Indifesa per accendere ancora una volta i riflettori sui diritti negati
Con l'occasione il web si tingerà di arancione in difesa delle bambine. 
 #Orange Revolution, la "Rivoluzione Arancione" questo il titolo dell'iniziativa, ha preso il via dalle 9 di questa mattina con un appello a colorare di arancione tutti i siti web. 
L'Unicef che segue diversi progetti di sostegno ai bambini, ha pubblicato il dossier "La condizione delle bambine e delle ragazze nel mondo": 
44 milioni di bambine al di sotto dei 14 anni hanno subito mutilazioni genitali. E si stima che 86 milioni di ragazze nate tra il 2010 e il 2015 rischino di subire una mutilazione genitale entro il 2030. 
I bambini lavoratori sono 168 milioni, di cui più della metà (circa 85 milioni) sono impegnati in attività pericolose tra cui sfruttamento sessuale, schiavitù. 

Spose bambine ogni 7 secondi: web arancione per giornata Onu
 Nella fascia d’età che va dai 5 agli 11 anni, però, le bambine rappresentano il 58% del totale dei minori coinvolti in lavori pericolosi (2,8 milioni in più rispetto ai maschi). 
E poi c'è l'altrettanto grave problema della mancanza di istruzione.
Ci sono elementi che possono incidere sulla frequenza scolastica delle ragazze: ad esempio la presenza dei bagni nella scuola. Una ricerca dell’Unesco calcola che nelle regioni rurali africane una ragazza su dieci resta a casa dai 4 ai 5 giorni durante il ciclo a causa della mancanza di assorbenti e di servizi igienici adeguati. 
L’83% delle ragazze del Burkina Faso e il 77% delle studentesse in Niger, ad esempio, non hanno bagni in cui cambiarsi. 
Nel corso di un intero anno scolastico una ragazza può arrivare a perdere dai 36 ai 45 giorni di lezione. 
Insomma un quadro decisamente drammatico cui però purtroppo non si continua a porre rimedio.
Perché, spesso e volentieri, ci si nasconde dietro il rispetto di tradizioni che fanno parte della cultura di certe popolazioni.
Usi e costumi assurdi che purtroppo non si riesce a debellare e che dimostrano come nel mondo essere bambini sia purtroppo un male. E mentre nel mondo civilizzato a 15 anni molte ragazzine giocano ancora con le bambole, in quei mondi così culturalmente locali le loro coetanee devono già fare i conti con la maternità, le gravidanze e tutti i rischi che purtroppo ne conseguono. 

 
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