Fusaro: “Iraq 2? Questa volta c’è la Russia di Putin… La mia opinione sull'11 settembre"

11 settembre 2014 ore 12:02, Andrea Barcariol
Non nasconde il suo pensiero fortemente critico nei confronti degli Stati Uniti, Diego Fusaro,
Fusaro: “Iraq 2? Questa volta c’è la Russia di Putin… La mia opinione sull'11 settembre'
filosofo, intervistato da Intelligonews. Ieri notte l’annuncio di Obama. L’America è pronta a una nuova guerra. Siamo di fronte a un Iraq 2? «C’è una grossa differenza rispetto alla guerra in Iraq di Bush: la Russia di Putin che funge da dissuasione costante. Gli Stati Uniti dovranno pensarci due volte prima di entrare in guerra nelle zone della Siria, perché c’è la Russia di mezzo. Io non mi stupisco di quello che sta avvenendo perché finita l’Unione Sovietica, il nemico è diventato il terrorista e non più il comunista. Per l’immaginario ideologico statunitense c’è sempre bisogno di un nemico per legittimare il proprio imperialismo. Nel terribile discorso di Bush, all’indomani dell’11 settembre, lui disse: questa è una guerra mondiale, o siete con noi o con i terroristi». E’ una coincidenza che l'annuncio di Obama sia arrivato poche ore prima dell’11 settembre? «Sembrerebbe una coincidenza, tuttavia devo dire che è molto curioso che sia arrivato 3 ore prima dell’11 settembre. Sicuramente nell’immaginario americano ha una fortissima carica simbolica. Sembra casuale ma forse non lo è». Come si spiega questo cambiamento di rotta di Obama, Premio Nobel per la Pace, nella politica estera? «Obama è del tutto nella linea dei suoi predecessori ai quali però, oltre allo stesso grado di imperialismo, unisce un’insopportabile ipocrisia di fatto, che fa diventare la sua riforma della sanità un’opera quasi socialista. Invece è totalmente in continuità con i suoi predecessori». Cosa rappresenta per lei l’11 settembre? «Penso che da qualunque prospettiva si guardi, non si può non riconoscere che gli unici a trarre vantaggio sono stati gli americani stessi che hanno avuto spianata la strada per ogni bombardamento successivo e per tornare a occupare le aree dell’est e portare avanti la loro politica». Hanno avuto anche oltre 3.000 vittime… «Spiace molto per queste persone, sacrificate da parte di una politica imperialista. Non sono nelle condizioni di dire che sia stato tutto gestito dagli Stati Uniti, quello che senza ombra di dubbio si può dire è che sono quelli che ne hanno tratto maggiori vantaggi. C’è un’ampia documentazione che dimostra che avrebbero potuto fermare quegli aerei. Chi ha letto Erodoto si ricorderà il racconto di quel tiranno che per ottenere la tirannide si fece percuotere dai suoi compagni di partito e si presentò così in pubblico. La storia è maestra di vita». Alcuni dei tagliagole dell’Isis sono occidentali. Come mai? «I facinorosi, le teste calde sono ovunque, secondo me non c’è un collegamento con il fattore religioso. L’Islam non c’entra nulla con il terrorismo in quanto tale, sarebbe come dire che il cristianesimo è l’inquisizione».
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