Marino da Gruber va a tutta difesa: oltre le dimissioni, le vacanze, i Casamonica

11 settembre 2015, Americo Mascarucci
Ha scelto il salotto televisivo di Lilli Griber su La7 per togliersi i sassolini dalla scarpa e ribattere alle tante accuse piovute sulla sua testa. Il sindaco di Roma Ignazio Marino a “OttoeMezzo” ha ribadito di essere a tutti gli effetti il primo cittadino della Capitale, di non aver subito alcun commissariamento di fatto e ha parlato dei suoi rapporti con il premier Matteo Renzi, fino a ribaltare quella che fino ad oggi era sembrata a tutti la realtà dei fatti: “ Con Renzi non ho avuto nessun problema, ne ho avuti tantissimi con il Pd romano. 

Mi era stato chiesto di nominare come vicesindaco e capo della polizia locale due persone finite agli arresti”. Ma come, proprio il Pd romano era sembrato fare quadrato intorno a Marino di fronte all’eventualità di sue dimissioni e alla prospettiva di uno scioglimento del consiglio comunale per mafia? Il sindaco oggi sembra raccontare un’altra storia, fino a far comprendere quanto difficile e delicato sia stato quel rimpasto portato a compimento prima delle ferie estive e quante pressioni siano effettivamente giunte nel suo ufficio da parte dei colleghi di partito. 

Con Renzi invece a sentire Marino non ci sarebbero stati problemi. E allora la fatidica frase “Se Marino non è in grado di amministrare se ne vada pure a casa” pronunciata dal Premier nei giorni caldi dell’inchiesta “Mafia Capitale” cosa è stata? Un’invenzione giornalistica forse? Ad ogni modo dalla Gruber, Marino non si è limitato ai suoi rapporti burrascosi con il partito. 

Ha anche spiegato perché non si è dimesso, nonostante in tanti, compresi pezzi autorevoli del Governo (leggi il ministro Boschi), gli avessero indirettamente consigliato questa soluzione: “Non mi sono dimesso – ha detto - perché voglio cambiare la città e sono sicuro che lo stiamo facendo. Lasciare vorrebbe dire tradire il voto del 64 per cento dei romani che mi hanno votato. E che mi hanno chiesto di svolgere il lavoro più impegnativo della mia vita”. Già, ma mentre “Roma bruciava” con lo scandalo del funerale show di Vittorio Casamonica e il Governo nominava il Prefetto Franco Gabrielli commissario per la gestione degli appalti per il Giubileo, il primo cittadino se ne stava beatamente in vacanza: ““Ero negli Usa in vacanza per motivi al di fuori della mia volontà. Negli ultimi mesi ho ricevuto minacce di morte – ha fatto sapere Marino - con lettere scritte a me, mia moglie, mia figlia. La città era comunque sotto controllo. Sono stato in contatto con il mio staff, ho un vicesindaco straordinario. E sette assessori sono rimasti in quelle settimane”. 

Massima solidarietà per le minacce subite, ma certo è che la presenza di un sindaco è sempre preferibile a quella di vice o di delegati, specie nel momento in cui, l’intera opinione pubblica, si è fatta legittimamente l’idea di un “sindaco assente”, talmente assente da essere stato dimezzato, pardon commissariato, per giunta da un Governo “amico”.

Insomma una difesa a tutto campo quella andata in scena dalla Gruber con tanto di stilettata nei confronti di Bruno Vespa colpevole di aver ospitato esponenti della famiglia Casamonica in studio. 

Del resto, visti i rapporti non propriamente idilliaci che intercorrono da sempre fra l’ex direttore del Tg1 e la conduttrice di punta de La7 che a suo tempo fu proprio l’ispiratrice della mozione di sfiducia che portò Vespa a dimettersi dalla guida del Tg della rete ammiraglia, un attacco contro “ Porta a Porta” ci stava tutto.
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