Perlasca eroe a tavolino secondo lo scrittore Espada. Rispondono Marcello Veneziani e Mario Bernardi Guardi

12 aprile 2013 ore 11:14, Marta Moriconi
Perlasca eroe a tavolino secondo lo scrittore Espada. Rispondono Marcello Veneziani e Mario Bernardi Guardi
Giorgio Perlasca
è stato un eroe costruito a tavolino. Lo dice un libro che smitizza il Giusto delle Nazioni. «En nombre de Franco» è appena uscito a Madrid e l’autore è un giornalista, Arcadi Espada.
La tesi dello scrittore è che i fatti accaduti a Budapest, durante la guerra, non possono essere attribuiti all’eroe italiano, allora agente per una ditta di Trieste in Ungheria, perché Perlasca non parlava la lingua del posto. E per far rilasciare gli ebrei prigionieri avrebbe avuto bisogno di un inteprete:  figura mai menzionata dal funzionario. In sostanza non avrebbe potuto avere quel ruolo di punta. L’intellettuale e scrittore Marcello Veneziani, non conosce il caso trattato nel libro, ma si dice pronto a leggerlo. E quanto alle contestazioni vanno fatte sulle fonti, i commenti lasciano il tempo che trovano. «Di Perlasca so quello che finora si è saputo e se è emergono altri fatti sono pronto a leggerli. E’ difficile parlare della polemica senza vedere il libro ed io non mi sto occupando più di temi legati alla storia e al fascismo.  Per me resta quell’immagine di Perlasca, ma il revisionismo funziona sempre, sia all’andata che al ritorno se è fondata l’accusa. Allo stato attuale mi sembra un’opinione quella dello scrittore, le testimonianze che hanno lasciato i beneficiati dell’eroe parlano da sole» ha dichiarato ad IntelligoNews. Anche lo storico e scrittore Mario Bernardi Guardi, raggiunto al telefono, con estrema chiarezza argomenta: «Non conosco esattamente la polemica. Perlasca ha sempre avuto una sua dignità e coerenza.  Il libro "La banalità del bene. Storia di Giorgio Perlasca" di Enrico Deaglio (ed Feltrinelli) è nato dal desiderio di mettere in luce una storia eccezionale, che pochi conoscevano. Basta fare un ragionamento: nel momento in cui Giorgio Perlasca figura nell’elenco dei Giusti compilato dallo Stato di Israele e che la sua storia viene raccontata da un uomo di sinistra che racconta la vita di un uomo leale al regime, io credo che ci sia un quadro tale di cui dobbiamo tener conto. Se venissero fuori elementi ulteriori che al momento non so, li studieremo. Ma non ci credo. Perlasca non si fece pubblicità, se voleva figurare come eroe avrebbe raccontato lui la sua storia a questo mondo e a quell’altro». A questo punto forse un po’ di fama la sta cercando il giornalista Espada, che al contrario di Perlasca conosce bene il sistema mediatico e il successo di libri che entrano in rotta di collisione con le verità storiche. Dire che Sissi era bella non fa scalpore, dire che aveva la parrucca perché pelata, quella sì che è una notizia.  
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