Consiglio d'Europa sbaglia i dati dell'aborto in Italia: "Vecchi" per Lorenzin (ma non per i 5S)

12 aprile 2016 ore 12:16, Americo Mascarucci
"Non ho approfondito ma sono molto stupita. Dalle prime cose che ho letto mi sembra si rifacciano a dati del 2013"
Il Ministro della Salute Beatrice Lorenzin commenta così la notizia dell’accoglimento da parte del Consiglio d’Europa del ricorso presentato dalla Cgil con cui si denunciano difficoltà di accesso agli aborti nelle strutture pubbliche e discriminazioni per i medici non obiettori. 
Il ministro Lorenzin ha risposto alle domande dei giornalisti partecipando all'inaugurazione del centro di chirurgia robotica del Policlinico universitario Federico II di Napoli. “ 
A febbraio è scoppiata la polemica dopo l’approvazione da parte del Consiglio dei ministri di un decreto legislativo presentato dal ministro della Giustizia, Andrea Orlando, che prevede la depenalizzazione di alcuni reati in materia di aborto, ma anche una maxi sanzione che aumenta da 50 euro fino a 5-10 mila euro la cifra che una donna è costretta a pagare in caso di interruzione volontaria di gravidanza non effettuata nei tempi stabiliti e in strutture idonee, così come previsto dalla Legge 194. 
L’interruzione volontaria della gravidanza è consentita in Italia dalla 194, ma non sempre garantita: gli obiettori di coscienza sono in media circa il 70% del totale, con picchi che superano il 90% in alcune regioni.
ll Comitato europeo dei diritti sociali del Consiglio d'Europa denuncia una situazione in cui "in alcuni casi, considerata l'urgenza delle procedure richieste, le donne che vogliono un aborto possono essere forzate ad andare in altre strutture (rispetto a quelle pubbliche; ndr.), in Italia o all'estero, o a mettere fine alla loro gravidanza senza il sostegno o il controllo delle competenti autorità sanitarie, oppure possono essere dissuase dall'accedere ai servizi di aborto a cui hanno invece diritto in base alla legge 194/78". 
Secondo il Comitato, questo tipo di situazioni possono comportare notevoli rischi per la salute e il benessere delle donne interessate, il che è contrario al diritto alla protezione della salute". 

"Dati vecchi – li definisce la Lorenzin -  rispetto ai quali oggi abbiamo installato una nuova metodologia di conteggio e di misurazione analisi del contesto regionale. Il Il dato di oggi è diverso: non c'è violazione del diritto alla salute. Abbiamo fatto rete con tutti gli assessorati regionali e nella relazione che abbiamo presentato al parlamento recentemente non ci risultano sfasature. Ci sono soltanto alcune aziende pubbliche che hanno qualche criticità' dovuta a problemi di organizzazione. E siamo intervenuti anche richiamando. Ma siamo nella norma, anche al di sotto". 
Insomma tanto rumore per nulla. A meno che l’obiettivo di fondo non sia quello di vietare il diritto all'obiezione di coscienza dei medici. E dato che in Italia il numero degli obiettori aumenta, anziché capirne le cause si tenta di risolvere il problema per legge ossia chiedendo l’intervento della solita Europa con i suoi ripetuti richiami. Ma se libertà di aborto deve essere non è altrettanto sacrosanta la libertà del medico che si rifiuta di praticarli? Oppure la libertà è sempre e solo a senso unico?

Sulla vicenda c'è da registrare anche la posizione assunta dal Movimento 5Stelle: "La politica e questo governo – attaccano Paola Taverna e Luigi Gaetti - sono ben consapevoli di quanto avviene e stanno volontariamente affossando la legge 194/78. In tal senso le parole pronunciate rispetto alla sentenza dal ministro Lorenzin non ci sorprendono: minimizza la questione, parla di dati non aggiornati  e afferma che non c’è alcuna violazione del diritto alla salute. Se così fosse, ci spieghi allora come definirebbe la situazione in Campania dove, a causa del blocco del turnover, non c’è la garanzia di avvicendamento rispetto ai medici non obiettori che vanno in pensione. Oppure, se questo diritto è davvero tutelato, il Ministro della Salute spieghi perché continua ad essere pratico l’aborto clandestino, che la Legge 107 aveva l’obiettivo di sconfiggere. Ancora, cosa dice a proposito del fatto che molte donne donne, soprattutto giovanissime, invece di rivolgersi al personale medico preferiscono fare ricorso a pillole abortive acquistate on line?".

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