Renzi a Vinitaly difende Mattarella e sfida Hollande sul vino

12 aprile 2016 ore 8:36, Andrea Barcariol
Una giornata a Verona, passando dalla visita nelle sedi di Calzedonia e Aia a Vinitaly per la 50/a edizione. Il premier Matteo Renzi non ha perso l'occasione per tornare ai parlare dei "gufi", come lui stesso ama definirli. "Vi hanno raccontato per anni che il futuro era un casino, una minaccia, un problema. Io non dico che va tutto bene ma che noi italiani abbiamo la forza per affrontare i problemi e siamo nelle condizioni di andarci a prendere il futuro, di andarlo a prendere alla grande". "Dobbiamo smettere di guardare alla globalizzazione come un pericolo, è una cosa meravigliosa" se la si sa affrontare ha aggiunto sottolineando che "stiamo cercando di far ripartire il paese".
A Vinitaly il Presidente del Consiglio ha parlato anche del piano promosso dal governo sulle banche sottolineando che "questa è la settimana giusta" (i vertici di grandi banche italiane, di compagnie di assicurazione e di altri investitori istituzionali privati si recheranno oggi al ministero dell'Economia per definire la costituzione di un fondo privato che servirà a sostenere aumenti di capitale e cessioni di sofferenze di alcune banche più fragili) e ha sottolineato l'importanza di "valorizzare l'export", evidenziando gli ottimi dati sulle esportazioni di vino. "Le polemiche di ieri e le accuse nei nei confronti del Presidente della Repubblica sono a mio avviso qualcosa di meschino. La frase che ha detto ieri il presidente Mattarella è sacrosanta" - ha spiegato Renzi. "Il nostro vino  è meglio di quello francese. Quando l'ho detto a Hollande mi ha risposto però il mio è più caro. Game, set, match a lui. Qui ci sono imprenditori molto bravi quando assaggi il loro vino ti inebri però è mancata una strategia comune come Paese"

Renzi a Vinitaly difende Mattarella e sfida Hollande sul vino
Nel 2015, infatti, le vendite del vino hanno avuto un incremento in valore di oltre 13% negli Usa, mentre nel Regno Unito l’export cresce dell’11% e la Germania rimane sostanzialmente stabile. In Oriente le esportazioni sono cresciute sia in Giappone sia in Cina, rispettivamente in valore del 2% e del 18%. Lo spumante è stato il prodotto che ha fatto registrare la migliore performance di crescita all’estero con le esportazioni che con un aumento del 17% ha raggiunto il record di 985 milioni di euro. "Preoccupante è invece il flop registrato in Russia dove le esportazioni di vini e spumanti calano ulteriormente del 31% per effetto delle tensioni politiche e commerciali nonostante il vino non rientri tra i prodotti colpiti dall’embargo" - spiegano dalla Coldiretti. Un embargo che sta fortemente danneggiando l'economia italiana, soprattutto in campo agricolo.
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