Pubblica Amministrazione, 20mld sprecati: quanto pesano beni e servizi "dai privati"

12 aprile 2016 ore 10:00, Luca Lippi
E’ stato per mesi, o meglio anni (dal 2011 con l’ossessione della Spending Review) l’incubo di tutti i governi che si sono succeduti, quello di risparmiare soprattutto risparmiare (in realtà tagliare) sulle spese della pubblica amministrazione, e soprattutto a livello locale (Province, Regioni e Comuni).
Che la pratica non abbia avuto particolarmente successo è un dato di fatto, nella realtà è pur sempre una pratica piuttosto complicata, tagliare sulle spese a livello orizzontale è un viatico che implica il rischio di danneggiare irrimediabilmente i servizi ai cittadini.
In ogni caso, a distanza di cinque anni il risultato finale è che ogni anno Comuni, Province, Regioni, Asl, Università, ministeri e organi costituzionali spendono più di 87 miliardi di euro per l'acquisto di beni. Se nella spesa di auto, energia elettrica e fotocopie, si rivolgessero alla centrale unica di acquisto ci sarebbe un risparmio di ben 20 miliardi (un'intera manovra), ma solo il 17% degli enti locali si rivolge alla Consip. Emerge nell'ultimo rapporto stilato dall'Istat e dal ministero dell'Economia e delle Finanze.

Pubblica Amministrazione, 20mld sprecati: quanto pesano beni e servizi 'dai privati'

Nello specifico, secondo uno studio dell’Istat e il sussidio dei dati forniti dalla P.A., per l’acquisto dei furgoni lo stato paga il 25% in più rispetto a quanto accadrebbe se si rivolgessero alla Consip. Stessa cosa per quanto riguarda le auto, si rileva una emorragia di denaro di circa il 17%; a tale proposito lo studio offre ad esempio l’acquisto di una citycar, in media costa allo Stato 9.707 euro quando potrebbe costare 7.911, mentre una 4X4 costa 13.099 a dispetto dei 12.139 tramite Consip.
Altro capitolo per cancelleria e servizi di consumo per il terziario; nel caso specifico il rapporto fa emergere che le fotocopie hanno un costo in convenzione di 0,0658 euro mentre fuori convenzione il costo raddoppia, 0,1158 euro. In sostanza utilizzando il Consip si risparmierebbe circa il 43%.
Per un computer si spendono invece 403 euro, quando in realtà potrebbe costare 310. Se parliamo di server poi il prezzo aumenta: al posto dei 2.690 euro, pagati 3.765; quasi il 30% in più.
Sul terreno delle spese per energia la maglia nera spetta ai ministeri, sempre secondo il rapporto per il servizio di luce il rincaro è del 35%. Per il gasolio del 5%: si spende quindi in media 0,680 euro piuttosto di 0,641.
In conclusione, se la Pubblica Amministrazione rispettasse e facesse rispettare il protocollo previsto con l’utilizzo del Consip si potrebbe beneficiare di un risparmio di circa 20 miliardi che in sostanza potrebbe finalmente dare concretezza almeno per un anno (finché non entra a regime) a un tesoretto utile per poter attuare una riforma nel programma di governo. 

autore / Luca Lippi
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