Uccise Vanessa con l'ombrello nell'occhio, ora è al mare su Facebook - FOTO

12 aprile 2016 ore 11:00, Andrea De Angelis
Sia chiaro. Qui non si punta il dito contro la legge. L'omicida è stata condannata a 16 anni di carcere. Ora però è in regime di semilibertà, lavora di giorno in una cooperativa e di notte torna in carcere a Venezia per dormire. Tutto come deciso, nessun reato nel reato. Anzi. Il punto è che i social a volte mostrano foto che indignano l'opinione pubblica. Come quella di un'assassina che a poco più di metà della sua pena si mostra in bikini sulla spiaggia. Sorridente. Ci mancherebbe, tutti hanno il diritto di sorridere e il carcere, come noto, ha la funzione di reinserire il colpevole nella società.

Eppure quella foto indigna la rete. In molti sottolineano come Vanessa non tornerà più mentre lei, dopo meno di dieci anni, già può fotografarsi in spiaggia.  
Ricordiamo cosa accadde a Roma nell'aprile del 2007. Doina Matei, giovane romena uccise con un colpo di ombrello Vanessa Russo al termine di una banale lite. Vanessa, 23 anni, morì dopo quasi un giorno di coma: la punta dell'ombrello della Matei le aveva perforato un'orbita arrivando a determinare la rottura di un'arteria cerebrale. Subito dopo l'accaduto, Doina Matei, che all'epoca aveva 21 anni, aveva tentato di fuggire, ma fu identificata e arrestata a Tolentino, nelle Marche. La Matei fu condannata a 16 anni di carcere, condanna poi confermata dalla Cassazione nel 2010. Oggi però, a nove anni di distanza dall'omicidio, gode del regime di semilibertà e ha anche aperto un profilo Facebook sotto dove posta le immagini della sua nuova vita.

Uccise Vanessa con l'ombrello nell'occhio, ora è al mare su Facebook - FOTO
Nel 2008 Doina Matei scrisse al presidente Giorgio Napolitano
implorandolo di intervenire per “darle una possibilità”, consentirle di poter vedere di più i suoi figli che allora avevano 6 e 7 anni. "Non ho più la forza di lottare contro le sofferenze che questa vita mi ha dato – scriveva – ho bisogno di crescere insieme con i miei bambini, aiutatemi signor Presidente, siete la mia ultima speranza. Il carcere mi toglie la vita ed io ho paura".  E ancora: "Ho fatto la prostituta per dare un futuro ai miei figli, non sono venuta in questo Paese per fare la delinquente e non mi vergogno di aver venduto il mio corpo, darei anni della mia vita perché Vanessa fosse ancora tra noi". Lo ricorda tiscali.it, che sottolinea anche come la donna nel 2011 affermò di voler fare come prima cosa, una volta uscita dal carcere, la visita alla tomba di Vanessa. 
"In questo caso il sistema carcerario ha funzionato bene ed ha riportato la pena a livelli accettabili e proporzionati all'omicidio preterintenzionale e anche calibrandolo sulla figura di Doina Matei e sul suo vissuto". Lo ha detto l'avvocato Nino Marazzita, difensore della ragazza responsabile di avere provocato con un ombrello la morte di Vanessa Russo il 26 aprile del 2007. Condannata a 16 anni, Doina è tornata in semilibertà. "Quando il fatto avvenne - conclude il penalista - la mia assistita aveva appena compiuto 18 anni ed aveva un vissuto difficile alle spalle con due figli. La donna ha scontato la sua pena ed ora ha il diritto di reinserirsi nella società".

 

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