Produzione industriale (come previsto) in calo a febbraio: la ripresa che non c’è

12 aprile 2016 ore 10:43, Luca Lippi
Nel mese di febbraio 2016 l’indice destagionalizzato della produzione industriale è diminuito dello 0,6% rispetto a gennaio seppur sostenuta dal buon andamento dell'industria automobilistica. 
Nel dettaglio, l'Istat ha comunicato che corretto per gli effetti di calendario, a febbraio 2016 l'indice è aumentato in termini tendenziali dell'1,2% (i giorni lavorativi sono stati 21 contro i 20 di febbraio 2015). Nella media dei primi due mesi dell'anno la produzione è aumentata del 2,5% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente.
Su base mensile l'indice destagionalizzato della produzione industriale è, invece, diminuito dello 0,6% rispetto a gennaio. Nella media del trimestre dicembre 2015- febbraio 2016 la produzione è aumentata dello 0,3% rispetto al trimestre precedente. 

Produzione industriale (come previsto) in calo a febbraio: la ripresa che non c’è

Riguardo i settori di attività economica, a febbraio i comparti che hanno mostrato la maggiore crescita tendenziale sono quelli della fabbricazione di computer, prodotti di elettronica e ottica, apparecchi elettromedicali, apparecchi di misurazione e orologi (+8,3%), della fabbricazione di articoli in gomma e materie plastiche, altri prodotti della lavorazione di minerali non metalliferi (+8,2%) e delle altre industrie manifatturiere, riparazione e installazione di macchine ed apparecchiature (+8,2%). 
In rialzo i mezzi di trasporto (+7,4%), sostenuti dal positivo andamento dell'industria dell'auto che è cresciuta di oltre 15 punti percentuali. Prosegue così il trend di crescita del comparto delle quattro ruote iniziato negli anni passati.  
Le diminuzioni maggiori si sono registrate nei settori della fornitura di energia elettrica, gas, vapore ed aria (-7,5%), della fabbricazione di coke e prodotti petroliferi (-5,5%) e delle industrie tessili, abbigliamento, pelli e accessori (-2,4%).

In conclusione, a parte le rilevazioni che sono fini a se stesse, andandosi ad erodere la base reddituale non è concepibile alcuna possibilità di ripresa della produzione industriale, ci si barcamena fra scorte e vendite a stock e un po’ di esportazioni, ma con la disfatta della linea commerciale (leggi chiusura di attività commerciali) a parte la grande distribuzione che vende sulla legge dei garndi numeri, il consumo è già in stallo totale, e l’industria inevitabilmente ne risente e continuerà a risentirne. 

autore / Luca Lippi
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