Servillo "monaco" fa tremare i potenti: nel film "Le confessioni" al centro trame economiche

12 aprile 2016 ore 12:11, Americo Mascarucci
Si intitola "Le confessioni" (ma non c'entra nulla l'opera di Sant'Agostino) il film, scritto e diretto da Roberto Andò che rinnova la collaborazione del regista con l’attore Toni Servillo. 
Prodotto da Angelo Barbagallo per Bibi Film e Barbary Films con Rai Cinema, "Le confessioni" uscirà nelle sale il 21 aprile, sarà distribuito in 250 copie da 01 ed è interpretato, tra gli altri, anche da Pierfrancesco Favino, Moritz Bleibtreu, Lambert Wilson e Giulia Andò. 
La trama è già di per sé molto intrigante. Sullo sfondo c’è un summit del G8, tenuto in un esclusivo albergo sul Baltico, al quale sono invitate tre figure estranee al mondo della politica e della finanza: un cantante rock (l’attore belga Johan Heldenbergh, che intrattiene gli ospiti esibendosi nella versione acustica di «Walk on the wild side» di Lou Reed, con il coro della ministra canadese, interpretata da Marie-Josée Croze), la scrittrice di best-seller per bambini Claire Seth (la danese Connie Nielsen) e Roberto Salus, monaco certosino e romanziere anche lui (Toni Servillo). I tre ospiti sono stati invitati personalmente dal direttore del Fondo monetario internazionale Daniel Roché (Daniel Auteuil) che, è chiaro fin dall'inizio, è l’unico in grado di tirare a proprio piacimento i fili delle scelte politiche ed economiche mondiali. 

Servillo 'monaco' fa tremare i potenti: nel film 'Le confessioni' al centro trame economiche
Durante la riunione, però, accade una morte improvvisa che fa da preludio ad un giallo legato inevitabilmente all'economia mondiale e alle banche. 
"Quello che interpreto è un personaggio credibile e Dio sa oggi quanto ne abbiamo bisogno" spiega Toni Servillo che poi prosegue: "Il mio personaggio si pone l’obiettivo di non dire mai ciò che non pensa. Possiamo definirlo un eroe positivo. Quando si interpreta un personaggio positivo a mio parere si hanno responsabilità che non si hanno quando si interpreta un cattivo. Questo aspetto di questo lavoro l’ho trovato fin da subito molto interessante e ho lavorato, in particolare, sulla consapevolezza di dover dar vita a un personaggio in grado di trasmettere con spontaneità sensazioni estremamente positive".
Un personaggio umile che punta però a mettere a nudo i "potenti della terra":  "Non è un opportunista del silenzio – lo definisce ancora Servillo - ma ha una dignitosa renitenza: è un eroe positivo che costringe il pubblico a una posizione scomoda. Il contrasto del film è mettere allo stesso tavolo un uomo come lui, che non possiede nulla ed è convinto che nemmeno la sua vita gli appartenga, al fianco di persone che pensano invece di possedere il mondo intero".
"Il primo abbozzo d’idea del film risale a due anni e mezzo fa - racconta Andò - dopo "Viva la libertà" mi sembrava naturale continuare la ricognizione sulle figure di potere, partendo dalle cose che più mi inquietano e assillano. Negli ultimi anni, l’economia ha perso quella sicurezza esibita in altri momenti storici: ci sono state numerose crisi che ci hanno colpiti e a cui non hanno saputo dare risposte. Gli economisti si sono dimostrati disorientati, così qui li abbiamo messi a confronto con una figura spiazzante: il monaco Roberto Salus, che ci apre porte mai aperte prima in quel mondo, così come la scrittrice, interpretata da Connie Nielsen, simboleggia l’occhio dello spettatore".
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