Addio Casaleggio, Giulietto Chiesa: "E' stato il protagonista di un’operazione importante. Effetti radicali sul Movimento"

12 aprile 2016 ore 15:09, Marco Guerra
“Grillo ora dovrà decidere cosa sarà dell’assetto proprietario del partito, in ogni caso ci saranno effetti radicali sulla struttura del movimento”. Sentito da IntelligoNews, lo scrittore e giornalista Giulietto Chiesa ha preferito evitare commenti sulla persona di Casaleggio preferendo offrire, invece, un’analisi degli eventuali scenari che possono aprirsi anche alla luce dei limiti mostrati dai 5S. 

Che ricordi ha di Casaleggio? Che figura è stata e cosa ha rappresentato per la storia recente del nostro Paese? 

“Non voglio mescolare la politica con il ricordo della persona, i giudizi sulla persona per il momento sono da lasciare da parte. Voglio solo dire che la sua morte avrà un effetto importante per il Movimento 5 stelle”. 

Cosa prevede che succederà al M5S?

“Non lo so, francamente l’importanza di Grillo e Casaleggio era radicale perché erano i due padroni del Movimento. Sottolineo la parola “proprietari”,
Addio Casaleggio, Giulietto Chiesa: 'E' stato il protagonista di un’operazione importante. Effetti radicali sul Movimento'
quindi la sua scomparsa modifica il quadro della direzione politica del Movimento”.

La politica di oggi, fluida e fatta sulla Rete, è frutto anche di quello che ha immaginato e messo in atto quest’uomo?

“Casaleggio non è l’emblema della politica di oggi, ma è il protagonista di un’operazione politica di grande importanza per l’Italia di questo ultimo decennio. Però non è che ha cambiato la politica del Paese;  l’avessero cambiata veramente adesso staremmo a raccontare qualcosa di diverso. Certo, ha influito in modo importante sul quadro politico e dei rapporti di forza interni al nostro Paese”.

Però con l’uscita di scena di Grillo e Casaleggio si chiude comunque un’epoca?

“L’uscita di Grillo non mi sembra definita in alcun modo, è un’uscita solo a parole. Grillo a tutti gli effetti e lì ed è l’unico proprietario rimasto di questo Movimento. Deve decidere lui, anche giuridicamente, se si vuole tenere la proprietà o se si debba modificare l’assetto proprietario”.

M5S continua a rimanere una realtà che non è collocabile nei vecchi schemi della politica?

“Questo è uno dei suoi limiti e uno dei suoi punti di forza, l’operazione è stata concepita consapevolmente in questo modo e così si sono raccolti 8 milioni di voti. È un movimento trasversale, è questa è una delle ragioni della vittoria del 2013. Hanno gettato una rete molto larga che ha preso tutto il prendibile, la protesta, l’astensionismo, destra e sinistra. Tenere insieme una cosa così diversificata non sarà facile e infatti non ci stanno riuscendo”.

Per il successo del Movimento ha contato di più strategia di Casaleggio o la leadership carismatica di Grillo? 

“Secondo me la parte preponderante è rappresentata dalla geniale trovata di Grillo, il quale è stato l’inventore di questa operazione, senza la sua intuizione da non politico cioè da comico, da attore, da persona sensibile agli umori del pubblico, non ne parleremmo. Ecco, senza di lui non sarebbe stata possibile questa operazione. Senza Grillo non ci sarebbe stato il M5S. Su questo si è innestata l’iniziativa politica, che risale in primo luogo a Casaleggio, di usare il web come una leva destinata a coordinare tra di loro tutte queste forze. E in effetti questa leva neutrale ha funzionato, ma ha manifestato anche i suoi limiti”.

Lui in effetti veniva dal mondo dell’informatica, aveva lavorato anche per la Olivetti…
“Certo, lui ha avuto anche l’esperienza dei motori di ricerca americani, insomma conosceva il meccanismo e l’ha utilizzato, ovviamente anche in modo un po’ demagogico perché certe regole che sono state mutuate dal Movimento, “uno vale uno”, sono palesemente demagogiche e non vere. È stato un trucco utilizzato per convincere tanta gente ben disposta perché sembrava una cosa nuova. Dopo di che abbiamo visto che questa cosa non era molto funzionante e serviva piuttosto a regolare alcuni meccanismi interni. Riassumendo dico così: l’uno e l’altro hanno contribuito ciascuno per conto suo, dopo di che sia la personalità di Grillo, sia l’invenzione tecnica di Casaleggio, hanno mostrato i propri limiti. Per cui è chiaro che la nuova situazione richiede un ripensamento radicale di tutta la struttura”.










autore / Marco Guerra
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