Anche per Zanetti nessun "taglio a pensioni di reversibilità" (ma ancora c'è l'errore sul Def)

12 aprile 2016 ore 16:48, Luca Lippi
"Le pensioni di reversibilità non verranno toccate", ha detto Yoram Gutgeld, commissario alla spending review a 24 Mattino su Radio 24 sull'ipotesi di un taglio nel Def alle pensioni di reversibilità.
Il governo nega l'intenzione di intervenire sulle pensioni di reversibilità, ovvero quelle che spettano, in parte, al coniuge e agli eredi in caso di decesso del pensionato o del lavoratore per la quota di contributi versati. E quando le smentite cominciano a diventare ossessione è evidente che il pericolo è assai più vicino che dietro la porta.
Quale sarebbe il pericolo? Niente di più semplice, le pensioni di reversibilità sono in pericolo, e stamattina lo garantisce anche chi avrebbe dovuto operare la più grande spending review di tutti i tempi, tradotto, il nulla assoluto!
Anche per Zanetti nessun 'taglio a pensioni di reversibilità' (ma ancora c'è l'errore sul Def)

Dal Pd invece, esattamente attraverso il presidente della commissione lavoro della Camera Cesare Damiano, si sottolinea che anche tra le righe del Def si fa chiaramente riferimento a un intervento sui trattamenti previdenziali e quindi anche sulla pensione di reversibilità.
Il testo di uno dei decreti della delega legislativa sulla povertà depositati in Commissione Lavoro alla Camera, avevano denunciato a suo tempo i sindacati, prevedeva un intervento pesante sulle pensioni di reversibilità. Per quanto riguarda, invece, la razionalizzazione degli strumenti a tutela della povertà, per Damiano si tratta probabilmente di una "svista", l'inserimento della previdenza nel testo del Def. 
In un post ufficiale ha descritto la questione:" Abbiamo segnalato un errore contenuto nel testo del Def che chiediamo di correggere: "il riferimento anche alla previdenza per quanto riguarda la razionalizzazione degli strumenti a tutela della povertà. Ed ha aggiunto: "Poiché il Governo ha dichiarato, a partire dal Premier Renzi, di non avere alcuna intenzione di toccare la reversibilità, dovrebbe essere più attento e conseguente quando redige i testi dei provvedimenti". 
Quindi dal lavoro in Parlamento e dalla trattativa che si conduce a Bruxelles sui margini di bilancio dipenderà quanto e quale soluzione di maggiore flessibilità si riuscirà a introdurre nel sistema pensionistico con la nuova Legge di Stabilità che sarà varata dal Governo nel mese di ottobre. Gli eventuali risparmi ottenuti finiranno in un fondo per il sostegno alla povertà.
Il governo, nell'ambito della delega sulle misure di contrasto alla povertà, vuole utilizzare l'Isee (indicatore della situazione economica equivalente) come parametro per l'assegnazione della pensione di reversibilità, che dipenderà quindi dalla situazione economica del nucleo familiare in cui vive il beneficiario.
La modifica riguarderà solo le pensioni future (almeno a partire a sei mesi dopo l'approvazione della misura da parte del Parlamento) e comunque i criteri saranno "eventualmente adeguati alla specifica natura di talune prestazioni", dice il testo della delega.
Secondo il governo, gli attuali beneficiari delle pensioni di reversibilità sono poco più di 3 milioni, per una spesa di circa 24 miliardi di euro all'anno.
L'Inps stima che nel 2014 quasi 4 milioni di pensioni siano andate ai coniugi superstiti, di cui quasi 200.000 erogate per la prima volta.
Nei fatti però, correzione o non correzione, se dovessimo credere che su un disegno di legge presumibilmente sottoscritto da politici col conforto di giuristi e nel caso specifico di economisti, possa emergere un “errore globale” sarebbe assai più preoccupante del fatto che il Paese non riesca a crescere nonostante le riforme (?).
L’errore è chiarissimo: 'Povertà: la norma razionalizza le prestazioni di natura assistenziale e quelle di natura previdenziale introducendo il principio di universalismo selettivo'.
Speriamo non dimentichino di correggere l’errore, dovevano farlo almeno due mesi fa.
Anche il viceministro Enrico Zanetti tenta di spegnere le polemiche: "Come più volte ribadito dal premier Renzi e dal ministro Poletti, non ci saranno interventi sulle pensioni di reversibilità". 
E il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Tommaso Nannicini, chiude la questione così: "Non c'è mai stata la volontà di intervenire sulle pensioni di reversibilità", ha aggiunto Nannicini sottolineando che "c'è un percorso aperto e il Governo interverrà per chiarire. E' stato un equivoco, c'è la volontà comune del Governo e delle forze politiche di chiarire il più possibile per evitare equivoci".

autore / Luca Lippi
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