Mississipi, leggi anti-gay: oltre i 'nastri rainbow' a Sanremo, Bryan Adams cancella un concerto

12 aprile 2016 ore 17:08, intelligo
Nel dibattito sulle unioni civili in Italia in Italia c'erano state le polemiche sul Festival di Sanremo e su quei nastri arcobaleno esposti dai cantanti, al braccio o sul microfono per esempio, che tanto volevano attirare l'attenzione contro l'omofobia e per una legge pro matrimoni gay che i cantanti hanno trovato il modo di chiedere (ma non tutti, per esempio i vincitori non hanno esposto le fascette rainbow). 
Un segnale su un tema di grande attualità, quale è appunto il riconoscimento dei diritti alle persone gay, con tanto di Eros Ramazzotti, che ha preso platealmente una posizione. La questione sembrava voler esser imposta in questo modo, e molti hanno condannato il segnale alla politica dato da un palco che avrebbe dovuto parlare di musica., 

Mississipi, leggi anti-gay: oltre i 'nastri rainbow' a Sanremo, Bryan Adams cancella un concerto
Ora la formula è se vogliamo anche peggiorata, o migliorata, a seconda di chi la guardi. Ogni espressioni pro gay è valida anche autocensurarsi e annullare concerti ed eventi in protesta a leggi che non piacciono ai cantanti. Lo ha fatto Bruce Springsteen, aprendo un nuovo capitolo sul rapporto tra cantanti e omosessualità. 
Segue a ruota Bryan Adams che ha cancellato il concerto in programma martedì a Biloxi, in Mississippi, dopo l'approvazione della legge che dal prossimo primo luglio consentirà alle attività commerciali dello stato di non offrire servizi alle coppie gay. 
"Non posso esibirmi in uno stato dove ad alcune persone sono negati i diritti civili a causa del loro orientamento sessuale", ha detto il rocker canadese in una nota ufficiale.
Ma davvero non ci sono temi più spinosi da sottoporre in questa maniera all'attenzione mediatica? Si pensi alla pena di morte che continua ad uccidere in America, o agli Stati dove l'uso delle armi è indiscriminato, senza pensare minimamente possa finire in mano a una persona incapace di intendere e volere. Si pensi anche quei Paesi arabi nel mondo, dove si va a cantare e si massacrano cristiani come fossero mosche. Magari la musica se proprio deve smettere di essere suonata, deve davvero concentrarsi su temi più importanti e vitali. 

autore / intelligo
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