Riforme, minoranza Pd Vs referendum-plebiscito: le mosse di Cuperlo e company per uscire dal guado

12 aprile 2016 ore 19:50, Americo Mascarucci
"Trasformare un confronto sul merito in un plebiscito su una politica, una leadership o una nuova maggioranza di governo troverà l'opposizione ferma di chi, come noi, si è fatto carico del bisogno di completare una transizione aperta da troppo tempo". 
Lo scrivono in un documento, diffuso dopo il via libera finale al ddl riforme, i leader della minoranza Pd, Gianni Cuperlo, Sergio Lo Giudice e Roberto Speranza. 
"Con tutte le nostre critiche e riserve oggi esprimiamo un voto a favore della riforma. Siamo consapevoli che la bocciatura di questo testo nell'ultimo passaggio alla Camera segnerebbe quasi certamente il fallimento di una stagione trentennale durante la quale a più riprese, e con diversi protagonisti, si è cercato di riformare la parte ordinamentale della Carta. Un epilogo simile scaverebbe un solco ancora piu' profondo tra l'opinione pubblica e le istituzioni".
Insomma tanto rumore per nulla?  La minoranza Dem ha dato il via libera alla riforma della Costituzione e poco importi si tratti della stessa Costituzione definita a più riprese "la più bella del mondo" e per molti anni considerata "intoccabile" quando a volerla cambiare erano altri. 

Riforme, minoranza Pd Vs referendum-plebiscito: le mosse di Cuperlo e company per uscire dal guado
Renzi ha ribadito chiaramente che l’appuntamento decisivo sarà ad ottobre con il referendum confermativo quando gli italiani saranno chiamati a pronunciarsi sulla riforma costituzionale. In caso di bocciatura il Premier ha già fatto sapere di essere pronto a farsi da parte perché per lui significherebbe aver fallito. 
"Sarebbe uno strappo gravissimo rendere il referendum sulla riforma un plebiscito personale o comunque un voto estraneo al merito. Per quanto mi riguarda lo sbocco finale di questo percorso non è scontato finché non saranno chiari caratteri e qualità della democrazia destinata a uscire da questa stagione di riforme" spiega Cuperlo.
Come dire: ad ottobre si vota sul merito e non sulla leadership di Renzi. Ma è il Premier ad aver posto la fiducia su se stesso. E la minoranza Dem teme che il successo di Renzi al referendum possa rappresentare il viatico per rompere gli indugi e dare il via libera a quel Partito della Nazione destinato a superare il Pd e probabilmente anche la maggioranza di Governo buttando definitivamente a mare la sinistra del Pd e imbarcando pezzi sempre più consistenti del centrodestra berlusconiano.
 Ma la battaglia è soltanto all'inizio e c’è da star certi che il referendum si giocherà molto di più sul quesito "Renzi sì, Renzi no" piuttosto che sulla valenza e sull'effettiva efficacia della riforma. E per gli anti-renziani del Pd sarà davvero difficile scegliere fra leadership renziana da rafforzare e riforma costituzionale da salvare

caricamento in corso...
caricamento in corso...
[Template ADV/Publy/article_bottom_right not found]