Salva-banche: le opinioni della settimana di banchieri, economisti, e molti altri esperti

12 dicembre 2015 ore 16:10, intelligo
Salva-banche: le opinioni della settimana di banchieri, economisti, e molti altri esperti
Salva-banche, tutte le opinioni eccellenti nella settimana di passione per i risparmiatori che nello spazio di una notte si sono visti “bruciati” i risparmi di una vita. Il default delle quattro banche “decotte” è il tema che infiamma il dibattito politico e, purtroppo, registra la prima vittima: il pensionato di Civitavecchia che si è tolto la vita dopo aver perso tutto quello che aveva investito e in una lettera lancia un pesante j’accuse nei confronti degli istituti di credito e della loro governance. Alla tragedia del pensionato si aggiungono le storie – devastanti – di persone e famiglie rimaste “a secco” dopo aver riposto fiducia nel funzionario di turno della banca cosiddetta “del territorio”. Che siano state scelte ponderate, oculate o inconsapevoli, resta il fatto che il “popolo” dei piccoli risparmiatori rimasto intrappolato in questa triste vicenda, non può certo essere definito “un popolo di speculatori”. Da Arezzo a Chieti passando per Ferrara, le storie di chi in buona fede si è fidato del consiglio della banca si assomigliano tutte e tutte hanno un comune denominatore: soldi, ovvero risparmi, andati in fumo. Davanti, il vuoto. Una vicenda che ha suscitato polemiche a non finire (il leader della Lega Matteo Salvini ha parlato di "suicidio di Stato" in merito al pensionato che si è tolto la vita) e costretto il governo a tentare una via per salvare le banche e, seppure in parte, i risparmiatori. Come? Con un decreto "salva-banche" e con quella che il ministro Padoan ha definito una “norma umanitaria” che tuttavia non potrà garantire il ristoro a tutti quelli che lo attendono. 

Intelligonews ha registrato le posizioni di esperti economisti ed esponenti politici, per capire come è potuto succedere, di chi sono le responsabilità e soprattutto: cosa fare adesso. Con il bail-in (meccanismo per il quale cessano gli aiuti di Stato e saranno clienti e dipendenti depositari di azioni o obbligazioni a pagare in caso di fallimento dell’istituto di credito) alle viste (1 gennaio 2016). Per l’economista Antonio Maria Rinaldi, “ci saranno nuovi casi” e le responsabilità maggiori chiamano in causa “il governo ma anche i controllori a cominciare da Bankitalia”. Ma cosa devono fare i risparmiatori per testare il polso alla propria banca? Intelligonews indica tre “istruzioni per l’uso”. Da sinistra, durissimo il commento di Marco Rizzo, leader del Partito Comunista: “Alzerei il dito medio a Padoan, aveva ragione Bertolt Brecht”. Da destra, altrettanto caustica l’analisi di Simone Di Stefano, vicepresidente nazionale di Casapound, convinto che sia “solo l’inizio” e che sia urgente la “nazionalizzazione delle banche”. I 5Stelle con il parlamentare Andrea Cecconi, evidenziano come il decreto del governo sia “solo un palliativo” E rilanciano la proposta di far fronte ai guai dei piccoli risparmiatori attivando il “fondo interbancario a tutela”, ovvero soldi delle banche. Dalle file della Lega, l'europarlamentare Gianluca Buonanno tuona contro Palazzo Chigi e punta il dito contro il premier: "Hanno aiutato l'Unità, ora aiutino i risparmiatori".  Il punto tecnico della vicenda, torna nella lettura dell’economista Giacomo Vaciago che osserva come Bankitalia “abbia dormito” ma anche adesso “Padoan può solo evitare altri suicidi”. Analisi significativa quella di Ettore Gotti Tedeschi, già presidente dello Ior ed economista, il quale nella conversazione con Intelligonews spiega come e cosa sia cambiato nel mercato del risparmio ma si domanda anche – e lo fa da banchiere – come possa fallire una banca. Domanda assolutamente pertinente che molti dei risparmiatori coi risparmi “bruciati” si sono già posti. 

LuBi

autore / intelligo
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