La lunga storia del "ballottage francese": la password della settimana

12 dicembre 2015 ore 8:00, Paolo Pivetti
Marine e Marionne, baldanzose come eroine, hanno messo a soqquadro la Francia nel primo turno delle elezioni regionali. Quasi nelle stesse ore in Italia, e per l’esattezza a Milano, alla prima della Scala, l’eroina delle eroine francesi Giovanna d’Arco, pur nella splendida cornice musicale verdiana della direzione Chailly, veniva maltrattata da due registi (la coppia Leiser e Caurier) che danno l’impressione di trascurare cosa sia l’opera, e soprattutto un’opera di Verdi, preoccupati soltanto di trasformare la grande santa cristiana di Francia nella figura di una pazza, infilando nel tutto scene erotiche, alcune delle quali così spinte da costringere, a quanto pare, il maestro Chailly a intervenire in extremis per limitare lo scempio.

Ma torniamo alla Francia di oggi, anzi di domani, dove Marine e Marionne dovranno affrontare il secondo turno delle elezioni cioè i ballottaggi.

E ballottaggio è proprio un termine reintrodotto nell’attualità dalla politica francese. Ma il ballottage francese ha una storia lunga e curiosa. Dobbiamo risalire all’antica abitudine di votare nelle assemblee politiche scegliendo tra palline di diverso colore, cioè ballottes. Ma ballotte a sua volta nasce dall’italiano antico ballotta. Con ballotta, nel Quattrocento, c’era anche il verbo ballottare che già allora voleva dire votare con le ballotte e, in senso metaforico, parteggiare. “La città divisa ballottava inegualmente” scrive Machiavelli.

Ma la storia della parola non finisce qui. Anzi, non comincia qui, dato che possiamo risalire molto più indietro. Scavando nelle miniere linguistiche, i filologi ritrovano, a monte del francese ballotte e del toscano quattrocentesco ballotta, l’arabo ballut che significa ghianda e anche castagna incrociato di nuovo col toscano balla che proviene dal francese antico balle che nasce dal franco balla e questo a sua volta dal germanico ball, che vuol pur sempre dire palla. Vocabolo dunque transnazionale. Anche in Inghilterra incontriamo ballot, che è la votazione a scrutinio segreto.

Ecco una famiglia di nomi che, una volta tanto, non ci arriva dai Latini, che per palla dicevano globus oppure, togliendola dal greco, sphaera; ma anche pila, quando si trattava di una palla da gioco.

E così siamo arrivati al gioco partendo da qualcosa di molto serio, davvero molto serio: e ne sanno qualcosa Marine e Marionne, che fino alle ultime ore si stanno giocando proprio tutto.
autore / Paolo Pivetti
Paolo Pivetti
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