Il Camerlengo (Bertone) non sarà un "papa ad interim": ecco cosa farà

12 febbraio 2013 ore 16:17, Federico Canzi
Il Camerlengo (Bertone) non sarà un 'papa ad interim': ecco cosa farà
Chissà quali saranno le parole che il Cardinale Tarcisio Bertone, Camerlengo di Santa Romana Chiesa, vorrà pronunciare allo scoccare delle ore 20 del prossimo 28 febbraio, quando la sede di San Pietro sarà vacante. Possiamo solo immaginare che, sulla falsa riga della formula tradizionale “Vere Papa mortuus est” ("In verità il Papa è morto"), il Cardinale Bertone prenderà atto, questa volta, che il Papa ha veramente rinunciato al ministero petrino: evento certamente unico nella storia contemporanea della Chiesa ma, in ogni caso, precisamente disciplinato al canone 332, §2, del Codice di diritto canonico (“Nel caso che il Romano Pontefice rinunci al suo ufficio, si richiede per la validità che la rinuncia sia fatta liberamente e che venga debitamente manifestata, non si richiede invece che qualcuno la accetti”). La Chiesa non precipiterà dunque in alcun disordine o paventato caos, con buona pace di fantasie complottiste e romanzesche; sarà il Cardinale Bertone – nominato Camerlengo da Benedetto XVI nell’aprile 2007, dopo la rinuncia allora presentata dal Cardinale Eduardo Martínez Somalo – a presiedere questa delicatissima fase nella vita della Chiesa stessa, fino all’elezione del nuovo Papa. Ma quali sono i suoi poteri? È davvero, come alcuni sembrano ritenere, un Pontefice “ad interim”? La risposta è decisamente negativa. Il Cardinale Camerlengo, infatti, come stabilito nella costituzione apostolica “Universi Dominici Gregis”, ha il compito in periodo di Sede Vacante di curare e amministrare i beni e i diritti temporali della Santa Sede; tale funzione deve essere svolta premesso il voto del Collegio dei Cardinali, in modalità diverse a seconda dei casi. Nelle sue mani viene quindi ad accentrarsi sì il governo provvisorio della Chiesa, ma esclusivamente dal lato amministrativo e con i precisi limiti indicati. Anche il Collegio dei Cardinali non ha nessuna potestà o giurisdizione sulle questioni spettanti al Sommo Pontefice, che dovranno essere tutte ed esclusivamente riservate al futuro Papa. Nulla può essere modificato, nel governo della Chiesa universale, mentre la Sede romana è vacante: la potestà ordinaria suprema, piena, immediata e universale sulla Chiesa spetta solo al Romano Pontefice che la riceve direttamente da Cristo; nella Chiesa, poi, gli viene attribuita con l'elezione legittima, da lui accettata, insieme con la consacrazione episcopale (Can. 332, §1, Codice di diritto canonico). La Chiesa, nel frattempo e sempre, rimane in buone mani, affidata, come ricordato da Benedetto XVI, “alla cura del suo Sommo Pastore”, che è Gesù Cristo stesso. Nell’attesa che un nuovo Papa venga eletto e che Benedetto XVI ritorni ad essere, semplicemente, il Cardinale Ratzinger.
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