Alla Corte di Marco Rizzo

12 febbraio 2013 ore 16:28, Francesca Siciliano
Alla Corte di Marco Rizzo
VIRUS IN ACTION. Ci sono un ex deputato comunista, una ex sottosegretario liberale e un ex giornalista del Giornale ora passato a La7. Non è l'inizio di una barzelletta, ma l'incontro trasversale di tre very important person alla presentazione di un libro. È venerdì pomeriggio, siamo nella saletta riservata alle presentazioni letterarie de La Feltrinelli di Galleria Alberto Sordi a Roma. Entriamo che la discussione è iniziata da pochi minuti. Il comunista è Marco Rizzo: ex deputato comunista duro&puro dalla testa ai piedi, segretario del Pdci e autore del libro che si accinge a presentare contro i poteri forti dell'Europa. «Basta con lo strapotere delle banche, basta con l'eurocrazia a tutti i costi: bisogna uscire dall'Euro, subito!» incalza col microfono in mano. Svetta su tutti -  due metri di altezza per quasi 100 chili - il gigante rosso dell'estrema sinistra extraparlamentare. È il turno di Margherita Boniver, deputata Pdl, ex sottosegretario agli Esteri nel III governo Berlusconi e sua fedelissima della prima ora, invitata proprio da Rizzo a presentare il suo libro anti-Europa. «Condivido la “diagnosi” di Marco sul disordine capitalistico europeo – sostiene lei – il modo in cui le banche hanno ridotto la Grecia è vergognoso e mi auguro che nella prossima legislatura si possa far qualcosa soprattutto per impedire alle agenzie di rating di operare sul territorio italiano». Ma nonostante le impavide parole, cerca di ammorbidire le tesi dell'autore: «Uscire dall'Eurozona, però, mi sembra un'ipotesi azzardata», conclude con un savoire-faire d'altri tempi. Antieuropeista? No grazie, ne va del buon nome del partito. Ed è l'ora di Luca Telese, l'ex giornalista del Giornale, oggi volto del talk In Onda su La7, che con un'interpretazione magistrale finge di demolire  in un sol colpo libro e autore. Ma solo per dare il la a Rizzo, per aiutarlo a spiegare le sue tesi: loro infondo sono amici da vent'anni. «È un testo che rischia di risultare noioso e troppo tecnico e il lessico è vecchio», incalza il giornalista mentre l'amico se la ride sotto i baffi. «Vuoi far concorrenza a Grillo? Le tue tesi sono viste e riviste, trite e ritrite». E si scaglia (o meglio, fa finta) sul linguaggio comunista vecchio, desueto e anacronistico. Ennò caro Luca: Marco prende il microfono e risponde a tutto, si scrolla di dosso le critiche e le accuse. Parla di Europa e dello starpotere amerikano, di marxismo, trozkysmo e leninismo. Perché il comunismo, quello vero, è la gioventù del mondo (sic!) e non tramonterà mai. E fu così, che alla corte di Rizzo, si ritrovarono in tanti a dar vita a una battaglia inutile e trasversale, tessendo le lodi di un'utopia antieuropeista. Contenti loro...
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