Sanremo, con Fazio-Litizzetto il trash sinistro che resuscita Silvio

12 febbraio 2013 ore 17:14, Lucia Bigozzi
Sanremo, con Fazio-Litizzetto il trash sinistro che resuscita Silvio
Su o giù il sipario? Si parte, fiat lux, fiat Sanremo. Il tormentone ri-debutta con le polemiche aggiornate all’edizione di turno. Che noia…la solita dose di trash politico che fa tanto satira, il solito siparietto degli esclusi eccellenti, il solito fiume d’inchiostro sull’evento nazional-popolare celebrato come l’autobiografia dell’Italia. Ma se l’autobiografia del Paese è Berlusconi che lo ribattezza Festival dell’Unità o la star sanremese Litizzetto che promuove il Cav papa e il fido Fazio Camerlengo, alla noia si aggiunge la tristezza.
Sul palco ci sarà anche Crozza che avrà “carta bianca”, promette Fazio. Da Berlusconi a Bersani passando per Monti e Ingroia sono alcuni dei cavalli di battaglia, ma c’è anche chi non esclude che sul palco si presenti vestito di bianco e con un vago accento tedesco… Povera Italia…tutto fa brodo, tutto si mischia, tutto si annacqua in quello che ormai è diventato il bipolarismo della polemica travestita da comicità. Nel menù di quest’anno gli attori protagonisti (checché se ne dica le canzoni, purtroppo, restano sempre sullo sfondo) sono la collaudata coppia Fazio-Litizzetto. Mister Fabio e Lady Luciana, come cincischiano amabilmente tra loro davanti alla selva di cronisti stipati nella città dei fiori. E sai che novità…Fazio è il re della domenica sera, idolatrato dai benpensanti radical-chic, nuovo “masterchef” ad honorem. E la Litizzetto? In piedi, seduta, in ginocchio (ci manca solo distesa) sul tavolo di “Che tempo che fa” sciorina la sua satira politica, sparando alzo zero su quello o su quell’altro (ma con un debole per il Cav che si sa, fa sempre notizia), per poi troneggiare sulle articolesse di mass-mediologi e giornalisti che riprendono, analizzano, approfondiscono il senso dei suoi consueti e per questo ormai desueti ‘vaffa…’ di turno. E se non fosse abbastanza, la Luciana nazional-popolare ce la ritroviamo ogni giorno sullo schermo domestico in versione casalinga-consigliera, tra carrelli e prodotti a marchio… unico, da far comprare alla massaia in crisi per la crisi del portafoglio. Attenzione a Crozza. Gran debutto per il mattatore di politici e imprenditori à la page… Ballarò, Crozza delle meraviglie e ora anche Sanremo. Che fa il paio con Vauro sulle frequenze santoriane e Guzzanti su quelle lasettiane che, di questi tempi, impazzano in tivvù. In realtà, il monopolio sinistro della satira esiste e resiste ai tempi, ai politici, ai Palazzi. E come sempre, tiene acceso il riflettore mediatico sul campione per antonomasia della comunicazione mediatica: Silvio Berlusconi. Paradosso: una satira che diventa uno spot perenne… Fazio gioca l’attesa su Crozza assicurando che avrà carta bianca, ma c’è anche chi non esclude che possa presentarsi sul palco dell’Ariston vestito di bianco e con un vago accento tedesco…Ci manca solo la satira di Benedetto XVI. No, non è questione di censura, piuttosto di buon senso e di rispetto. Perché non tutto può essere giustificato con la coperta calda della satira che racconta la realtà; perché qui a forza di luoghi comuni e alzate di scudi sui comici (per di più, sempre gli stessi e in gran parte sinistri) diventa lecito comicizzare a prescindere. Litizzetto minimizza: “Tutta questa attenzione mi sembra immeritata. La reazione della politica segna la sua fragilità”. Giusto la politica è fragile, ma “Lucianina” è molto brava a tenere alta l’attenzione. E per finire due “sorpresone” annunciate: bacio gay in mondovisione e Carla Bruni tra gli ospiti d’onore. Perbenismo benpensante, modernismo galoppante e un tocco di charme con l’ex première dame che ci allieterà (o cullerà) con la solita canzonetta sussurrata. Per favore, no…
autore / Lucia Bigozzi
Lucia Bigozzi
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