Modello Ungheria. L'antieuropeismo parte da lì ed è un successo di cui nessuno parla

12 febbraio 2014 ore 18:16, Marta Moriconi
Modello Ungheria. L'antieuropeismo parte da lì ed è un successo di cui nessuno parla
Sapevate che l’Ungheria continua la sua politica di abbassamento delle tasse e delle tariffe?
Forse no, perché i giornali tendono a nascondere questa notizia. Ma in Europa, nell’Europa dell’Est,  esiste una piccola rivoluzione economica, contro le politiche di austerity accettate dai governi nel rispetto delle indicazioni dell’Unione Europea, che viene portata avanti con successo. Dopo il caso del referendum svizzero sull’immigrazione, che sta accedendo discussioni nonché polemiche, sarà bene tornare indietro e parlare degli ungheresi che alcuni mesi fa hanno detto no grazie ai diktat economici europei. Come? Decidendo di ripagare con due anni di anticipo il debito contratto col Fondo Monetario Internazionale! Fine dei ricatti così. Mai più schiavitù, seppure a caro prezzo, si son detti “viva la libertà”. A questo punto il gioco è stato fatto. Hanno varato infatti una serie di provvedimenti per stimolare l’economia e il lavoro che hanno una caratteristica invidiabile: l’abbassamento delle bollette di luce, acqua, gas e nettezza urbana del 20%! Ma non basta. Hanno potuto aiutare le fasce più deboli aumentando anche le pensioni. Sembra un sogno? No è realtà.  E ora stanno procedendo su questa strada.  Con un disegno di legge fiscale hanno approvato anche delle nuove misure sugli assegni familiari e, udite udite, sulla riduzione dell’IVA. Coldiretti lo sa, perché i prodotti agricoli che arrivano da là sono sempre più competitivi. Infatti per suini vivi e macellati la percentuale di Iva è passata dal 27% al 5 %! E ce n’è anche per le famiglie. Quelle con più figli , con reddito medio basso, potranno accedere a delle importanti detrazioni. Per non parlare di alcune decisioni (e sempre economiche) che le amministrazioni locali si sono permesse di prendere. Andate a vedere che ha deciso Budapest per studenti, trasporti pubblici e pensionati! Quello che è chiaro ormai è solo un aspetto: nazionalismo e europeismo appaiono sempre più uno contro l’altro.  Ma l’Europa non può restare a guardare. Inizia a ragionare su  misure alternative a quelle poste in essere fino a qui.
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