Boom di influenzati in Italia, picco di 2 milioni e "armi" per difendersi

12 febbraio 2016 ore 16:20, Americo Mascarucci
Boom di influenzati in Italia, picco di 2 milioni e 'armi' per difendersi
Continua a crescere il numero di italiani contagiati dall'influenza, che ha raggiunto quota due milioni dall'inizio della stagione. 
E' quanto emerge dall'ultimo bollettino di Influnet, la rete di sorveglianza dell'Istituto superiore di sanità (Iss). 
"Probabilmente è stato raggiunto il picco stagionale", si legge nel report. 
"Il livello di incidenza in Italia è pari a 5,45 casi per mille assistiti, inferiore a quello raggiunto in molte delle precedenti stagioni influenzali".
A risentire maggiormente di questo boom di influenza sarebbero i bambini al di sotto dei 14 anni, tra i quali il numero sembra essere aumentato rispetto agli adulti: l’incidenza, infatti, risulta essere pari a 17,69 casi per mille assistiti tra i bambini di età compresa tra 0 e 4 anni, numero che scende a 13,83 casi nella fascia tra i 5 e 14 anni.
Secondo il bollettino dell’Iss tra le Regioni maggiormente colpite dall'epidemia d’influenza ci sono le Marche, la Provincia Autonoma di Trento, ma anche Piemonte e Basilicata, in cui il livello d’incidenza avrebbe superato gli otto casi ogni mille assistiti. 
Sicilia e Puglia sono le uniche in cui il livello dell’incidenza non ha superato la soglia epidemica: a raggiungere il maggior numero di casi, fino ad ora, è la Lombardia, la quale ha totalizzato 194.979 assistiti contagiati.
Il numero di casi stimati in questa settimana è pari a circa 331.000, per un totale, dall'inizio della sorveglianza, di circa 1.975.000 casi. questo è un punto fondamentale e difatti è il primo della lista. Durante una brutta influenza è importantissimo tenersi idratati, poiché la disidratazione è dietro l’angolo. Attenzione dunque a bere almeno due litri d’acqua al giorno.

Per il resto come difendersi?
A spiegarlo è Giovanni Rezza, direttore del dipartimento di malattie infettive dell'Istituto Superiore di Sanità:
"Bisogna considerare che al di fuori del periodo di picco dei contagi, la maggioranza dei casi riportati non è vera influenza, bensì si tratta di sindromi parainfluenzali; solo nella fase del picco la maggioranza dei casi con sintomatologia influenzale è riferibile ai virus dell'influenza veri e propri. E' bene ricordare che l'influenza è una malattia che si 'autolimita', e cioè tende a risolversi spontaneamente in 3-5 giorni - spiega ancora Rezza - quindi non c'è granché da fare per combatterla se non attendere che faccia il suo corso. Se i sintomi sono particolarmente fastidiosi e la febbre è alta ci vuole l'antipiretico. In genere - aggiunge Rezza - si consiglia il paracetamolo perché l'aspirina può dare effetti collaterali , specie nei bambini".
"Per gli adulti - rileva l'esperto - c'è la possibilità di prendere anche aspirina o novalgina, ma non vi sono differenze dimostrate nell'utilizzo di un farmaco piuttosto che un altro.
Ci sono anche dei farmaci diversi, i cosiddetti 'inibitori della neuroamidasi' - antivirali veri e propri ma anche questi riducono di poco i sintomi e abbreviano poco il decorso della malattia, e comunque non sono raccomandati se non in casi eccezionali di persone ad alto rischio di complicanze. Va anche ricordato che in corso di influenza non si danno antibiotici, ma questi possono essere prescritti in seguito e solo qualora comparissero complicanze di tipo batterico", conclude l'esperto.
Dunque la cosa migliore da fare è lasciare che l'influenza faccia il suo corso naturale e soltanto se dovessero sorgere complicazioni allora ricorrere ai farmaci.
 

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