La Fed non esclude i tassi negativi e il Congresso Usa si infuria

12 febbraio 2016 ore 11:02, Americo Mascarucci
La Fed non esclude i tassi negativi e il Congresso Usa si infuria
Le turbolenze sui mercati finanziari, che temono una nuova recessione, potrebbero ostacolare la crescita americana. 
Janet Yellen presidente di Federal Reserve si presenta al Congresso americano cauta, allontanando la possibilità di un aumento a breve del costo del denaro.
L'audizione della Yellen si è svolta fra le critiche contro la banca centrale americana, accusata di aver alzato i tassi in un momento non adatto e non essere stata in grado di prevedere le turbolenze all'orizzonte. Il 2016 si e' aperto con i mercati sotto forte pressione, con le banche nel mirino. 
"Il sistema finanziario e' solido" - rassicura però Yellen con toni meno ottimisti rispetto a quelli di dicembre, quando la Fed ha alzato i tassi di interesse per la prima volta dal 2006, ''Non e' necessario ora alcun taglio dei tassi'' aggiunge ancora.
''La crescita e' rallentata molto nel quarto trimestre, ma prevediamo che riparta - spiega - Le condizioni finanziarie sono più stringenti e sostengono meno la ripresa: questo potrebbe avere un effetto sull'economia''. 
Stando ai future sui Fed funds, usati dagli investitori per fare scommesse sulle decisioni della banca centrale Usa, le probabilità di un aumento del costo del denaro nel dicembre 2016 sono salite al 39% dal 32%, mentre prima si scommetteva su due rialzi intermedi. 
Nel frattempo, le nuove richieste di sussidi di disoccupazione negli Stati Uniti si sono attestate la settimana scorsa a quota 269 mila, in calo rispetto alle 285 mila della settimana precedente. Gli analisti avevano previsto una flessione meno marcata, a quota 281 mila unità.

Il presidente della Federal Reserve ha poi affrontato il tema delle banche, osservando che negli ultimi sette anni "sono stati compiuti passi per rafforzare il sistema bancario americano e si vedono ora miglioramenti. Sono stati fatti passi avanti significativi per risolvere la questione delle banche troppo grandi per essere lasciate fallire, ma è prematuro dire se il problema sia stato risolto". 
Fra i rischi che pesano sull'economia c'e' soprattutto la Cina. "Il rallentamento non appare brusco - ammette Yellen - ma l'incertezza sulla gestione del tasso di cambio contribuisce alla volatilità dei mercati finanziari e ai timori sulla crescita globale. Da qui il timore che questi sviluppi, insieme al calo dei prezzi delle commodity, possano tradursi in stress finanziari per le economie emergenti e i nei paesi dipendenti dalle commodity con un possibile contagio negli Stati Uniti". 
La Fed e' l'unica, fra le grandi banche centrali, ad aver invertito rotta rispetto alla crisi e aver deciso un aumento. La Banca del Giappone si e' mossa nella direzione opposta, decidendo per tassi negativi. L'attesa e' ora per le prossime mosse della Bce. 
"La Fed - afferma Yellen - ha valutato la possibilità  di introdurre tassi negativi nel 2010, senza esplorare a fondo l'ipotesi". 

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