Per De Laurentiis Juve-Napoli è come 'Il gladiatore', ma fa lo scaramantico: "Non è duello"

12 febbraio 2016 ore 11:37, Andrea De Angelis
Per De Laurentiis Juve-Napoli è come 'Il gladiatore', ma fa lo scaramantico: 'Non è duello'
Giusto, anzi sacrosanto è dire che la partita di domani tra Juventus e Napoli non sarà decisiva per lo scudetto, altro è affermare che per lo scudetto non si può ancora parlare di duello. Che l'Inter possa tornare in vetta francamente appare impossibile, almeno al sottoscritto. Non parliamo poi di Roma e Fiorentina per le quali si avvicinano anche gli impegni continentali. Insomma, se una cosa è certa è questa: lo scudetto dal petto dei bianconeri può scucirlo solo la squadra partenopea. 

Una partita da 110 e lode. Sono centodieci infatti i punti che hanno collezionato fino ad ora Juventus e Napoli,rispettivamente capaci di vincere le ultime quattordici e otto partite disputate in Serie A. Numeri incredibili che stanno dando vita a un duello al quale non sembrano in grado di partecipare le altre, comprese Fiorentina ed Inter che in autunno erano state capaci di guidare la classifica. 
La gara di sabato è comunque attesissima nonostante i due allenatori (giustamente) continuino a ridimensionare l'importanza della posta in palio. Non hanno infatti torto Allegri e Sarri, così come De Laurentiis, perché comunque vada il duello resterà in piedi. Certo, se vincesse il Napoli a Torino darebbe un segnale importantissimo alla squadra campione in carica, ma il distacco sarebbe "solo" di cinque lunghezze. In caso di pareggio, poi, si manterrebbero i due punti che attualmente permettono ai partenopei di guardare tutti dall'alto in basso. Se a vincere dovesse essere infine la Juventus, avremmo i bianconeri per la prima volta dall'inizio dell'anno al primo posto in classifica, ma con un solo punto di vantaggio sui campioni d'inverno. 

"Io non mi illudo, credo che sarà una lotta a più di due squadre fino all’ultimo", dice il presidente De Laurentiis nell'intervista concessa a La Stampa. Il numero uno azzurro parla della scelta di Sarri, secondo molti il vero segreto del Napoli di quest'anno. "L’ho scoperto quando ho preso gli schiaffi dall’Empoli, 2-2 al San Paolo e 4-2 al ritorno. Mi disse che leggeva molto e io pensai che se uno ha tempo di leggere ha una grande testa. In più aveva lavorato in banca nel settore dei cambi: quindi possedeva un’elasticità mentale significativa. Ma non ero convinto, non volevo fare come con Benitez e decidere subito. Ci siamo rivisti, mi piaceva che non mi parlasse di mercato, ma di progetto". Insomma, se non è amore a prima vista poco ci manca. 
Poi De Laurentiis parla di calcio e cinema e lo fa partendo dai registi di centrocampo. "Prima di Sarri avevo già scelto Valdifiori. Nel cinema il regista è fondamentale. Ma nel calcio, né con Mazzarri né con Benitez ce l’ho mai avuto. Oggi di registi ne ho due, Jorginho e Valdifiori. Proprio Valdifiori è stato il tramite per arrivare a Sarri. Che è anche di sinistra, il che non guasta visto che nel cinema tutti i registi di successo sono di sinistra. Sa che con Benitez la squadra non si è mai allenata così tanto come con Sarri?". E non può mancare un paragone tra cinema e match di sabato sera: "Me la immagino come un film storico. Come il Gladiatore: ecco Ridley Scott sarebbe perfetto".
 

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