Bagnasco, Malan (FI): "E' libertà di opinione e poi lo dice il regolamento. Sarebbe truffa il super-canguro"

12 febbraio 2016 ore 12:25, Marta Moriconi
Il cardinale Bagnasco, presidente della Cei, auspica che "la libertà di coscienza sia promossa con una votazione a scrutinio segreto". E Renzi di tutta risposta ribatte: "Non è la Cei a decidere". Abbiamo chiesto allora a Lucio Malan, deputato forzista, chi è che decide e da che parte sta.

Tra Renzi e Bagnasco chi ha ragione? Voto segreto o no? 
"Io sono d'accordo con Renzi che non lo dice il cardinale Bagnasco, perché lo dice il regolamento in modo chiarissimo. Credo che sia diritto di ogni cittadino, che sia cardinale, giornalista, cantante di Sanremo o un passante, avere diritto di esprimere le proprie opinioni e questo non vuol dire ingerenza. Poi sta a ciascuno dare il peso che ritiene. Indubbiamente Bagnasco rappresenta una realtà estremamente importante del nostro Paese. Il presidente deve applicare il regolamento,
Bagnasco, Malan (FI): 'E' libertà di opinione e poi lo dice il regolamento. Sarebbe truffa il super-canguro'
punto e basta. Ricordo che il Cardinale Bagnasco non è il segretario di Stato, ma il Presidente di un organismo italiano, ognuno è libero di dargli il peso che vuole ma lui è libero di esprimere le sue opinioni anche sul regolamento del Senato".

E cosa dice il regolamento?
"L'art.113 comma 4 dice che può essere richiesto il voto a scrutinio segreto, nel senso che a richiesta di un certo numero di senatori si vota segretamente, su deliberazioni che attengono determinati articoli della Costituzione. Tra questi c'è l'articolo 29 che parla di famiglia come società fondata sul matrimonio, e il 31 dove si dice che la Repubblica protegge la maternità e l'infanzia. Il Presidente ha detto che questo disegno di legge si riferisce all'art. 2 della Costituzione che parla di formazioni sociali. Io ho detto in Aula che tutti i punti citati nella prima parte del provvedimento sono norme che riguardano il matrimonio. Ivi incluso gli articoli del codice civile che vengono letti durante la celebrazione di un matrimonio, anche quello in Chiesa. Non solo, ma nessun punto, e occhio che è una parola forte NESSUN, è riferibili ai tipi di formazioni sociali. Più matrimonio di così è difficile immaginarlo. E' bene comunque che ogni senatore si prenda le proprie responsabilità, non è che vogliamo il voto segreto per forza, ma essendoci un congruo numero di emendamenti è bene che sia questa opportunità e i senatori che l'hanno richiesto hanno superato il numero stabilito. Questo significa niente super-canguri...".

Ecco, era l'ultima domanda. Quanto sarebbe grave se si procedesse col super-canguro? 
"E' un'ottima domanda. Sarebbe un trucco per stravolgere la Costituzione e il regolamento. Si deve poter votare sulle singole questioni, articolo per articolo. E il che vuol dire che fare un articolo che è il riassunto di tutti gli articoli è una truffa. Sarebbe come dire che i sindaci si eleggono Comune per Comune e poi fai una bella regola che dice che Renzi decide chi è il sindaco Comune per Comune. Allora che facciamo? Un provvedimento dove mettiamo dentro tutto? Ancora più grave se questa tecnica viene abbinata a una formazione sociale quando è chiaro che la sostanza è che è un matrimonio. Se c'è qualche dubbio sul fatto che non si chiami matrimonio, basta dire che, anche per loro stessa ammissione, è palese che con questa cosa si vuole estendere il concetto di famiglia. Sono famiglie anche quelle? Uno può essere d'accordo o no. Io sto all'art. 29, e sarebbe incostituzionale estendere la famiglia senza modificare la Costituzione".
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