Bagnasco, Pillon: "Vogliono zittire coscienze e imporre nuove antropologie. Renzi legato a Obama"

12 febbraio 2016 ore 13:12, Lucia Bigozzi
“Renzi ha gettato la maschera: la sua replica a Bagnasco dimostra che c’è la volontà politica di imporre a tutti i costi il ddl Cirinnà e fare tacere la voce delle coscienze”. “Bagnasco ha solo fatto un richiamo alle coscienze. La Chiesa non ha alcun potere sul parlamento ma come tutti i cittadini, anche il cittadino Bagnasco può esprimere il proprio parere”. Due passaggi del ragionamento di Simone Pillon, avvocato e membro del “Comitato Difendiamo i nostri figli” che a Intelligonews svela uno scenario – politico ma anche etico e culturale, che individua dietro la mossa del premier alla vigilia del voto sulle unioni civili. 

Renzi ha bacchettato Bagnasco dicendo che “sul voto segreto non decidono i vescovi”. Qual è la sua valutazione?

«E’ chiaro che c’è la volontà politica di imporre a tutti i costi il ddl Cirinnà e di fare tacere la voce delle coscienze. Della serie: tutto ciò che si chiede dia spazio alle coscienze, deve essere tacitato. Credo che ormai Renzi abbia gettato la maschera e abbia legato a doppio filo il proprio destino politico a quello della legge Cirinnà».

Perché? Semmai, finora ne era sembrato prudentemente distante.

«Perché è palese la volontà di far approvare a tutti i costi il provvedimento sulle unioni civili compresa la stepchild adoption e da questo punto di vista, anche l’atteggiamento del presidente del Senato Grasso è stato sintomo di una indicazione precisa. In questo senso, viene da chiedersi da dove venga tutto ciò, considerato che nel 2007 Renzi, a parole, era contrario persino ai Dico»

Secondo lei da dove viene?

«Dagli Stati Uniti. Sono convinto che sia un “prezzo” che Obama ha chiesto a Renzi in cambio del suo sostegno politico».

Sta dicendo che per calcolo politico la piazza del Family Day resta inascoltata?

«E’ peggio di un calcolo politico: qui si tratta di nuove antropologie che vengono imposte»

L’auspicio di Bagnasco sul voto segreto è stato letto come un’ingerenza della Cei sulle procedure parlamentari. E’ così oppure vale la libertà di espressione?

«Bagnasco ha semplicemente fatto un richiamo alle coscienze perché su un tema come questo non si può pensare che ci sia una disciplina di partito. E’ un legittimo richiamo di chi chiede che su una questione come quella delle unioni civili e della stepchild adoption, modalità opportune per garantire l’espressione della libertà di coscienza. Del resto, la Chiesa non ha alcun potere sul parlamento, ma come tutti i cittadini, anche il cittadino Bagnasco può esprimere il proprio parere e ritenere che pur nel rispetto delle scelte dei singoli parlamentari, il ricorso al voto segreto rappresenti meglio la manifestazione di una posizione secondo coscienza e non secondo partito o secondo ideologia».
autore / Lucia Bigozzi
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