Francesco e Kirill, rapporto mai interrotto tra le due Chiese (con un precedente)

12 febbraio 2016 ore 13:56, Lucia Bigozzi
Prima a Cuba, poi in Messico. Ma è su L’Avana che si concentrano gli occhi del mondo perché l’isola caraibica sarà la location dello storico incontro tra Francesco e il patriarca di Mosca e di tutte le Russie, Kirill, in questi giorni in visita ufficiale proprio a Cuba. Si tratta di un incontro storico perché al centro del colloquio ci sarà l’analisi degli scenari internazionali che si vanno delineando nella “polveriera” mediorientale, compresa la condizione dei cristiani perseguitati. Tema cruciale sia per il patriarca di Mosca che per il Pontefice e rispetto al quale i nodi ancora non risolti tra Vaticano e Chiesa ortodossa russa passano in secondo piano. La persecuzione dei cristiani sarà dunque la questione che caratterizzerà la tappa a L’Avana del pontefice, intorno alla quale c’è molta attesa. L’esito dell’incontro con il patriarca di Mosca infatti può determinare il consolidamento di un rapporto mai interrotto seppure attraversato da momenti e vicissitudini alterne. Non tralasciando il fatto che in questo momento proprio la Russia è il Paese forse più esposto nella guerra all’Isis e al terrorismo fondamentalista di matrice islamista (con i raid aerei in Siria). 
Il faccia a faccia tra i due primati avverrà tra qualche ora, intorno alle 20 italiane. 

Francesco e Kirill, rapporto mai interrotto tra le due Chiese (con un precedente)
 E' il primo incontro in assoluto tra un capo della Chiesa di Roma e uno della Chiesa ortodossa russa. Lo scisma che li divide risale a quasi mille anni fa, nel 1054. Non ha un Papa ma un patriarca (appunto Kirill I dal 2009) e conta 157 diocesi e oltre 29mila parrocchie. I suoi fedeli si aggirano intorno ai 150 milioni.
Però c'è un precedente: l'avvicinamento tra le due chiese fu simboleggiato nello storico abbraccio tra Paolo VI e Atenagora , patriarca di Costantinopoli nel 1964. E Paolo VI in quell'occasione cercò il dialogo così: "Nessuna questione di prestigio, di primato, che non sia quello... stabilito da Cristo. (...) Vediamo quello che Cristo ci chiede e ciascuno prende la sua posizione; ma senza alcuna umana ambizione di prevalere, d’aver gloria, vantaggi. Ma di servire".
Il nuovo faccia a faccia, quello dei nostri tempi, si terrà nel salone d’onore e dovrebbe durare circa due ore. Poi ci sarà la firma di una dichiarazione comune seguita dagli interventi dei due capi religiosi. Concluso l’incontro con Kirill, il pontefice riprenderà il viaggio alla volta del Messico dove arriverà domani mattina alle 2.30 ora italiana. Dall’aeroporto il pontefice raggiungerà la Nunziatura e si preparerà al fitto programma del giorno dopo quando tra gli altri appuntamenti, salirà al santuario della Madonna di Guadalupe, in assoluto il luogo più visitato al mondo, dove Francesco celebrerà la messa e renderà omaggio alla Vergine patrona delle Americhe. Quello in Messico è il dodicesimo viaggio internazionale del suo pontificato: Francesco rientrerà in Vaticano il 18 febbraio.
Il presidente della Repubblica Mattarella ha inviato al papa un messaggio nel quale sottolinea che “l'Italia e la comunità internazionale guardano con autentico interesse alla sua nuova missione nel continente americano”. 

autore / Lucia Bigozzi
Lucia Bigozzi
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