Mattarella ci ripensa? Incoraggia il Parlamento: "E' legittimo: non ci sono dubbi"

12 febbraio 2016 ore 16:31, Marta Moriconi
E' uno studente della Columbia a porre al Presidente della Repubblica Mattarella una domanda che molti si ponevano: Ma è legittimo il Parlamento italiano? Per il giovane si tratta di un Parlamento "pieno di indagati ed eletto con una legge dichiarata incostituzionale", ma non per il Capo dello Stato, che per nulla scosso dalla domanda, risponde con fermezza: "Non mi risulta che il Parlamento sia pieno di indagati ce ne sono alcuni, ma la grande maggioranza non lo è. Quanto alla sua legittimità non ci sono dubbi". Ma come? Proprio lui faceva parte della Corte costituzionale nel momento in cui la legge elettorale fu dichiarata non conforme alla Costituzione... Sì, chiarisce Mattarella, ma "noi giudici scrivemmo con chiarezza che, come si fa in questi casi, quella decisione aveva valore per il futuro e che quindi non era inficiata la legittimità del Parlamento".
Mattarella ci ripensa? Incoraggia il Parlamento: 'E' legittimo: non ci sono dubbi'
Quindi è illegittimo, ma vale per quello successivo? 
Andando avanti nel ragionamento, Mattarella parla di riforma costituzionale e spiega come questa consenta "di aumentare la velocità delle decisioni. In modo da affrontare prima i problemi, in tempo utile, e non dopo, quando può diventare più difficile".
Dunque il Capo dello Stato prende una posizione netta e nel discorso alla Columbia University di New York parla di quanto il Parlamento sta per approvare e lo definisce "un'importante riforma della Costituzione che trasforma il ruolo del Senato da seconda Camera politica in Assemblea rappresentativa delle Regioni e dei poteri locali".
Ma non c'è solo questa riforma, non dimentica "gli altri importanti provvedimenti" per esempio "la profonda riforma del mercato del lavoro", né quella della scuola e sbilanciandosi un po', premia Renzi. Quanto ai suoi cambiamenti costituzionali i cittadini saranno chiamati a pronunciarsi. Nei confronti dell'Europa il suo tono cambia un po'. Meno entusiastico, difende il nostro Paese così: "Non è mai venuta meno al suo impegno in campo internazionale". 
Chiede una leadership condivisa e "abbatte i "muri per deviare il traffico" che non aiuteranno a risolvere il dramma della migrazione di massa: "I leader europei probabilmente erano impreparati a un afflusso così subitaneo. Ma i migranti possono costituire una risorsa preziosa per Paesi come l'Italia, ad alto tasso di invecchiamento".

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