Zika? Causa microcefalie, prime conferme. E il vaccino è lontano 18 mesi

12 febbraio 2016 ore 16:20, Americo Mascarucci
Zika? Causa microcefalie, prime conferme. E il vaccino è lontano 18 mesi
Resta alto l’allarme Zika, mentre sembra trovare le prime conferme la possibile correlazione con la microcefalia che potrebbe colpire i neonati se durante la gravidanza la madre risultasse affetta dal virus causato dalla zanzara tigre. 
Come riferisce il Corriere della Sera questa possibile correlazione emergerebbe da uno studio di ricercatori sloveni dell’Università di Lubiana pubblicato sulle pagine dell’ultimo numero della rivista New England Journal of Medicine. 
Nell'ottobre scorso infatti si era rivolta a loro una donna di 25 anni che aveva lavorato come volontaria in Brasile (nella zona Nord) e aveva accusato, quando era già incinta, sintomi attribuibili allo zika (febbre, dolori muscolari- scheletrici e eruzioni cutanee). Le prime ecografie non avevano segnalato niente di anormale, ma un successivo esame aveva evidenziato, alla 29esima settimana, una microcefalia del feto. La donna, a quel punto, ha scelto di abortire. 
"L’autopsia sul cervello del feto - scrive il Corriere della Sera - ha evidenziato gravi anomalie e le analisi hanno confermato la presenza di particelle di virus. Non è una prova assoluta, ma è un'evidenza del legame fra zika e danni cerebrali fetali che si aggiunge ad altre due osservazioni. Un legame fra zika e microcefalia ci sarebbe, ma a questo punto la domanda è: i 4 mila e passa casi segnalati in Brasile sono tutti da zika (il virus viene ora chiamato ZIKV) o sono dovuti ad altro? E poi: come si può diagnosticare la malformazione durante la gravidanza e in quale periodo? E che cosa fare se il feto è malato?".

Intanto circa 15 aziende o gruppi di lavoro sono impegnati allo sviluppo di un vaccino e due prodotti sembrano essere allo stadio più avanzato: un vaccino al Dna messo a punto dai National Institutes for Health (Nih) americano e un prodotto inattivato della Bharat Biotech, in India. 
"Ma a dispetto di tutto ciò, l'attuale assenza di modelli animali standardizzati e reagenti sta rallentando lo sviluppo e ci vorranno almeno 18 mesi per l'avvio delle sperimentazioni su larga scala". 
Lo ha spiegato Marie-Paule Kieny, Assistant Director-General, Health Systems and Innovation dell'Organizzazione mondiale della sanità, oggi in una conferenza stampa sul virus Zika a Ginevra. "Come sapete - ha evidenziato l'esperta - la nostra relativamente scarsa conoscenza del virus Zika rappresenta una serie di sfide per il lavoro di ricerca e sviluppo".
Quindi nessuna risposta in tempi brevi, bisognerà attendere lo sviluppo della ricerca. 
Intanto il Venezuela annuncia le prime vittime legate a Zika: il presidente Nicolas Maduro ha detto ieri sera che almeno tre persone sono morte a causa di complicazioni per il virus portato dalle zanzare. Maduro ha aggiunto che 68 persone sono state ricoverate in ospedale nel Paese sudamericano con complicazioni correlate a Zika. In Venezuela sono stati registrati oltre 5.000 casi sospetti dal novembre dello scorso anno, ma secondo organizzazioni sanitarie locali il numero reale è probabilmente molto più alto.


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