A Berlino rivive il cinema anni 50: con Ave Cesare una parodia omaggio

12 febbraio 2016 ore 17:17, Americo Mascarucci
A Berlino rivive il cinema anni 50: con Ave Cesare una parodia omaggio
La sessantaseiesima edizione del festival di Berlino si è aperto con un omaggio ai fratelli Coen con la proiezione del film fuori concorso intitolato “Ave Cesare”.
Un prodotto ritagliato su misura sullo stile irriverente e provocatorio dei due fratelli. 
Un film che sembra voler far rivivere il cinema degli anni 50 quello dei grandi colossal, capaci di entusiasmare masse di persone pronte a riempire i cinema, gli anni dei film sull'antica Roma, Giulio Cesare, Marc'Antonio, Cleopatra, Nerone, realizzati non con i moderni strumenti tecnologici, puntando sulla costruzione dei paesaggi virtuali, ma con l'arte di trasformare la cartapesta.
Il film, che uscirà in Italia il 10 marzo con Universal, è comunque basato su una storia vera. quella del detective privato Fred Otash (Josh Brolin), di nome Mannix prima guardia del corpo e poi poliziotto, che dopo esser stato licenziato dalla polizia si dedicò a investigare la vita degli attori per conto degli Studios. La sua qualifica era di fixer e il suo principale compito era quello di fare in modo che eventuali scandali venissero placati. L'uomo ad un certo punto è avvisato dagli Studios che la star Baird Whitlock (Clooney), che sta interpretando un improbabile centurione romano sul set di "Ave Cesare", un racconto della vita di Cristo, è letteralmente svanito nel nulla. 
Mannix riceve a un certo punto una telefonata da un gruppo di 'comunisti' che affermano di averlo nelle loro mani e chiedono un riscatto. Ma i problemi per il 'fixer' non finiscono qui. Mannix si ritrova, tra l'altro, a doversi occupare anche di un regista infelice perché sta lavorando un progetto che non ama e di una giovane e ingenua attricetta, DeeAnna Moran (Scarlett Johansson) incinta e non sposata. Il poveraccio dovrà fare così i salti mortali per mettere mano a tutte queste cose e comincia a pensare che questo suo lavoro è troppo duro da vivere.
Insomma un mix di nostalgia, satira politica, frustrazioni umane, amori in crisi, tutto dentro un unico contenitore che vede la presenza di un cast d’eccezione. J
Josh Brolin nei panni del detective cui tocca risolvere ogni tipo di problema, soprattutto l’invadenza di due sorelle gemelle entrambe giornaliste di scandali interpretate entrambe da Tilda Swinton. Poi c’è la diva alle prese con la gravidanza (Scarlett Johansson) il regista perennemente insoddisfatto (Ralph Fiennes), un pessimo attore (Alden Ehrenreich) il centurione protagonista del film (George Clooney) che si converte al cristianesimo. 

"Abbiamo ricostruito quegli anni con affetto e ammirazione — hanno dichiarato i due registi a Berlino — ma anche senza nessuna nostalgia, visto che nel 1955, quando il film è ambientato, uno di noi nemmeno era nato. Piuttosto abbiamo cercato di trasmettere il fascino che esercita la mitologia della fabbrica del cinema".
Cloneey presenta alla conferenza stampa ha dichiarato: ''Fare un film è una cosa difficile. Sono anni che cerco di fare un lavoro sul Sudan e il Darfur, ma non ho mai trovato la storia giusta per farlo. Mi incontrerò, comunque, con Angela Merkel domani e parlerò con lei proprio di questo, delle cose che possiamo fare per sostenere la politica e aiutarla a risolvere la questione dei rifugiati"

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